Martedì, Febbraio 16, 2016 - 10:45

Berlusconi lo propose, Renzi l'ha fatto: +1.442.726 neoassunti grazie agli sgravi

Matteo Renzi

Il primo a proporre degli sgravi fiscali per i neoassunti fu Silvio Berlusconi, che immaginava una tassazione azzerata per 3-5 anni per le imprese che avessero assunto a tempo indeterminato. Fu il diluvio, sindacati e politici attaccarono senza remore Berlusconi. Poi nel 2014, mentre infuriava a battaglia sul 'Jobs act' e l'articolo 18, l'accoppiata Renzi-Padoan ha fatto quanto ipotizzato da Berlusconi, riducendo la tassazione per i neoassunti, ma solo per il 2015. I risultati di questa scelta, sono oggettivamente impressionanti e li ha resi noti l'Inps: 1.442.726 nuovi contratti a tempo indeterminato avviati con gli sgravi fiscali e di questi 386.334 hanno riguardato gli under 30. Il tutto calato in un mercato del lavoro che riparte proprio grazie a queste misure, visto che le assunzioni totali a tempo indeterminato nel 2015 nel settore privato sono state 1.870.959, ben 597.209 in più rispetto al 2014 con una crescita del 46,9%. Il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo per 605.971 unità e le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 492.729 con una crescita del 49,4% rispetto al 2014. Game, set and match.  

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Mercoledì, Settembre 7, 2016 - 08:45

Ottimi gli annunci del Governo sulle pensioni, ma a pagarli saranno ancora i soliti noti?

Benissimo gli annunci del Governo su pensioni minime e possibilità di ingresso anticipato rispetto alla riforma Fornero. Ma chi paga? Con l'economia che frena, il Pil fermo, e gli stipendi inchiodati: dove saranno trovare le risorse? Prova a rispondere oggi sul Corriere della Sera, Alberto Brambilla, docente e presidente Centro Studi e Ricerche di 'Itinerari Previdenziali'. Su un totale di 826 miliardi di spesa totale dello Stato nel 2014 la spesa sociale è stata pari a 439 miliardi, quindi oltre il 53% del totale spesa pubblica, spiega Brmbilla.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:00

Economia in frenata, rinnovo contratti al bivio. Oggi tutti da Poletti

La frenata della nostra economia è un dato assodato, che ha preso il via già tra aprile e giugno, ed ora proseguirà fino a fine anno. Un autunno difficile, che va ad intrecciarsi con la lunga trattativa tra sindacati e Confindustria per il rinnovo del contratto nazionale prima dei metalmeccanici e poi delle altre categorie, oltre al nuovo modello di contratto nazionale. A fine luglio il 68% dei dipendenti lavora in base ad un contratto scaduto. Dai bancari agli agricoltori, tutti sono coinvolti. Oggi alle 11 altro round di consultazioni con il Governo, Poletti riceverà Cgil, Cisl e Uil.

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Giovedì, Settembre 1, 2016 - 11:15

Domani la revisione del Pil del secondo trimestre, pesa l'incognita Expo

Per domani il Mef, il vecchio Tesoro, prevede una revisione al rialzo del dato sul Pil del secondo trimestre, che nella prima lettura flash era risultato invariato. A comunicare la crescita "a prefisso" invece che zero, sarà l'Istat. Come sottolinea oggi Dario Di Vico su 'il Corriere della Sera', sono altamente irrituali le anticipazioni ufficiali sul rialzo che il Mef ha fornito martedì.

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Martedì, Agosto 23, 2016 - 15:30

Senza l'Expo il Pil italiano frena, autunno in odore di recessione

Nel secondo trimestre il Pil s'è fermato, e nel terzo che capiterà? Difficile dirlo, certo quest'anno la nostra economia soffre la mancanza dell'Expo che invece aggiustò i conti del 2015. Furono proprio luglio-agosto-settembre i tre mesi in cui l'Expo decollò, ed in tempi di crescita "a prefisso zero più qualcosa", è forte il rischio che il prossimo dato sul Pil sia negativo. Servono tre trimestri consetutivi in rosso per entrare in recessione, ma con l'export che soffre molto di più ora rispetto al 2015, i conti sono già indirizzati al ribasso.

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Domenica, Agosto 14, 2016 - 09:45

Mps porta d'ingresso dei giganti mondiali, e l'asino di Fedro

Santander, Bofa-Merrill Lynch, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Commerzbank, Bbva, Jefferies, JP Morgan. Sono questi i colossi bancari globali, che con un piccolo esborso, per coprire l'inoptato dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Mps, entreranno senza colpo ferire nel capitale della banca più vecchia del mondo.

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