Lunedì 27 Marzo 2017 - 15:45

Berlusconi: Il prestito a Lele Mora fu un atto di generosità

L'ex premier oggi ha testimoniato al processo a carico di Emilio Fede

Berlusconi: Il prestito a Lele Mora fu un atto di generosità

A Lele Mora "ho fatto un prestito come atto di generosità" e vedendo che non veniva restituito "ritenni la cosa superata". Lo ha detto Silvio Berlusconi, testimoniando al processo a carico di Emilio Fede, imputato per bancarotta fraudolenta insieme a Mora per la vicenda del prestito da 2 milioni e 800mila euro che il Cavaliere nel 2010 fece a Mora, nel tentativo di salvare le sue società dal crac. Per i pm Eugenio Fusco, invece, Fede trattenne per sè circa 1,1 milioni di euro.ù

 Berlusconi ha anche spiegato che, alla luce della situazione di "difficoltà delle aziende" dell'ex agente dei vip, ritenne "di non interessarsi più" al prestito. La deposizione di Berlusconi, accompagnato dai suoi avvocati Niccolò Ghedini e Federico Cecconi, è durata non più di 15  minuti. Berlusconi detto di non essersi interessato ai rapporti tra Mora e Fede, che per la Procura si fece consegnare 1,1 milioni di euro da Mora. In tutto Berlusconi fece avere il denaro a Mora "in tre tranches: una prima tranche da un milione all'inizio del 2010, una seconda tranche da 1,5 milioni a primavera inoltrata e una terza tranche da 300 mila euro a settembre".

Il Cavaliere ha spiegato di non essersi interessato ai rapporti tra Fede e Mora. "Quello che si disse in azienda è che Fede avesse restituito un prestito a Mora prima che gli arrivassero i nostri soldi", ha spiegato il Cavaliere che con Fede ha interrotto ogni rapporto. "So che mi ha cercato al telefono - ha spiegato - ma non ho preferito non rispondere su suggerimento dei mie avvocati".

Berlusconi ha precisato che l'ex agente dei vip, rispondendo a alcune domande del suo contabile, il ragionier Giuseppe Spinelli, su come contasse di restituire i 2,8 milioni di euro ottenuti in prestito, "disse che avrebbe venduto la sua villa in Sardegna", che da un successivo controllo non risultò più di sua proprietà, così come altri immobili, che aveva ceduto a una società lussemburghese "di cui la figlia aveva una quota del 10%". "Non si avanzò nessuna richiesta da parte nostra - ha aggiunto Berlusconi - ma Mora rispose solo a una domanda di Spinelli".
 

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