Mercoledì 01 Novembre 2017 - 21:15

Berlusconi: "Centrodestra unito su programma. Impresentabili? Non votateli"

Il leader Fi in Sicilia per sostenere il candidato Nello Musumeci

Forza Italia party leader Silvio Berlusconi is welcomed on a stage by Gianfranco Micciche during a rally for the regional election in Palermo

"Nel centrodestra c'è concordia. Abbiamo concordato, tre ministri per Fi, tre per la Lega e due per Fdi. Ho parlato di questo programma politico alla signora Meloni e al signor Salvini. Meloni voleva più aiuti per i giovani e li abbiamo messi, il signor Salvini voleva uscire dall'euro ma forse lo abbiamo convinto che non è possibile". Per Silvio Berlusconi il centrodestra è pronto a correre unito alle prossime elezioni e la cena di domani sera a Catania servirà a suggellarlo.

Sarà un incontro a tre, oltre al leader degli azzurri ci sanno Matteo Salvini e Giorgia Meloni, tutti e tre nella città siciliana per tre diversi eventi. Salvini non riuscirà ad andare all'evento delle 18 organizzato da Fi perché è atteso, secondo un programma concordato da settimane, in 7 città prima di arrivare a Catania, dove terrà il previsto comizio in piazza Teatro Massimo alle 19.30. In mattinata il leader della Lega aveva invitato gli alleati a unirsi a lui a quest'appuntamento. Tuttavia il segretario della Lega frena: "E' inutile che Berlusconi parli di ministri, viceministri, non mi interessa". La presidente di Fratelli d'Italia invece parla di incontro "utile e importante".

Berlusconi fa un discorso di ampio raggio, parte dal pericolo nucleare per finire con una critica ai Cinquestelle che attaccano l'Unione europea, "unico baluardo contro la guerra". La Sicilia e il voto del 5 novembre si confermano il terreno di prova per le elezioni nazionali. Il leader di Forza Italia liquida anche il problema degli impresentabili nelle liste del candidato governatore Nello Musumeci - cavallo di battaglia del M5S -. "Se le persone che proponiamo non vi sembrano candidabili - sottolinea l'ex Cavaliere - non le votate. Ci sono le preferenze, è un problema che non esiste".

Sull'indagine per le stragi degli anni Novanta, Berlusconi replica: "Non voglio dare commenti a riguardo". Quindi declina l'asse del suo programma politico, sottoposto a centinaia di non-elettori: "Meno tasse, meno Stato, meno Europa". Ripete: "Introdurremo il vincolo di mandato, basta cambi di casacca". E scatta la standing ovation. Annuncia che Vittorio Sgarbi, presente in teatro, sarà assessore alla Cultura nella giunta di Nello Musumeci. Poi promette: stop al bollo sulla prima auto, fine della tassa sulle donazioni e sulla successione dunque abolizione di Equitalia, "non solo nel nome, come ha fatto Renzi".

L'altra critica alla maggioranza è velata e rivolta a Gentiloni: "L'attuale governo non è riuscito ad avere nessuna risposta positiva dall'Ue perché per averle occorre anche essere persone di peso". E sottolinea: "La responsabilità dei numeri disastrosi della Sicilia è del centrosinistra che ha governato per 45 anni". Sono gli unici accenni al segretario del Pd, l'avversario politico è un altro: il M5S. "Chi vota i Cinqueselle non ha testa, non ragiona. I Cinquestelle odiano imprenditori, risparmiatori e ceto medio. Vogliono un'imposta patrimoniale del 12 per cento per tutti noi".

Di fronte a una platea di sostenitori che sventolano bandierine di Forza Italia e ogni tanto gridano 'Silvio', Berlusconi, istrionico, annuncia: "Vi nomino tutti missionari della libertà". Il pubblico si scalda, è pronto a "convincere gli indecisi", come chiede l'ex Cavaliere. Sul palco salgono insieme a lui per il saluto finale Micciché, Sgarbi, Armao e Musumeci, che non ha proferito parola (Berlusconi è stato introdotto da Gianfranco Micciché). Il Cavaliere è tornato e a dimostrarlo sono i giovani e meno giovani che lo aspettano al caffè Spinnato per un selfie. Affacciandosi a una balaustra del locale, Berlusconi saluta gli avventori e dice: "Auguri a tutti! Siete tutti bellissimi, c'è solo un problema: io sono più giovane di voi". 

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Scritto da 
  • Elisabetta Graziani
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