Sabato 21 Maggio 2016 - 14:00

Berlino capitale veg d'Europa tra hotel e tatuatori 'animal free'

Quasi 8 milioni di tedeschi non mangiano carne e 900mila sono vegani

Berlino capitale veg d'Europa

Con decine di ristoranti senza carne, calzaturifici che non usano pelle, hotel 'verdi' e tatuatori che garantiscono colori esclusivamente vegetali, Berlino si candida a diventare la capitale vegetariana e vegana d'Europa. Secondo l'Unione vetegariani tedesca (Vebu), 7,8 milioni di tedeschi sono già vegetariani e tra questi circa 900mila si dichiarano vegani, cioè, rifiutano qualsiasi prodotto di origine animale. Accanto a loro è nata anche una nuova categoria, quella dei 'vegetariani part-time': si tratta di 42 milioni di tedeschi, secondo i dati forniti dall'istituto demoscopico Forsa, che non mangiano carne per tre o più giorni alla settimana. "Questa tendenza sta aumentando", assicura il direttore generale di Vebu, Sebastißn Joy, che ricorda come negli ultimi 30 anni il numero di vegetariani sia decuplicato.

I LOCALI VEGANI - L'ideologia vegana regna incontrastata nella berlinese Schivelbeiner Strasse che si presenta infatti come la prima strada vegana del mondo, con negozi che vendono scarpe, cosmetici, riviste, bibite, abbigliamento, gelati, accessori e generi alimentari, persino per gatti e cani, 'animal free', esenti cioè da produzione animale. Un esempio è Avesu, un negozio di scarpe che da cinque anni vende calzature, borse e accessori realizzati con cotone, sughero, canapa e materiali riciclati. "Offriamo prodotti eseguiti senza una sofferenza animale, di fabbricazione ecologica e realizzati in condizioni di lavoro eque senza sfruttamento minorile", ha spiegato una delle dipendenti. I prodotti costano intorno ai 100 euro di media, "poco più che in un negozio normale", ha ammesso la commessa che ricorda come la produzione sia in proprio con materiali comunque costosi.Nelle vicinanze si trovano altri negozi esclusivamente 'vegan' come DearGoods di indumenti ed accessori, lo stabilimento Veganz, la prima catena di supermercati vegani in Europa, ed Extra Café, bar noto per il suo latte di soia e i dolci di riso. Per facilitare la ricerca di locali vegani sono nate applicazioni mobile come 'Berlin Vegan Guide', una guida dei ristoranti 'animal free' della capitale tedesca.

IL 'VEGGIEBOOM' - Il cosiddetto 'veggieboom' berlinese comprende anche cocktail bar, barbieri e alberghi, riuniti in un'associazione con lo slogan 'Vacanze vegetariani: sano, sostenibile ed etico'. Il Veggie Hotel è nato proprio a Berlino e offre ai suoi clienti, oltre a camere e una cucina senza carne e pesce, anche la possibilità di seguire corsi di cucina vegetariana, seminari, lezioni di yoga ed escursioni. La piattaforma comprende già 500 hotel in tutto il mondo, 344 dei quali in Europa: la maggior parte in Germania (94) seguita da Italia (59), Regno Unito (53), Francia (29) e Spagna (24).

LE CRITICHE - Su questa tendenza in continua crescita non si sprecano dibattiti, con visioni critiche come quella del direttore del Dipartimento di endocrinologia della Clinica universitaria della Charitè, Andreas Pfeiffer. Considerare sani i cereali, la frutta e la verdura e non la carne e il pesce è qualcosa di "fortemente sbagliato", ha dichiarato durante l'ultima conferenza organizzata dalla Die Lebensmittelwirtschaft, federazione dell'industria alimentare tedesca. Accanto a lui Paul Pollinger, imprenditore che prevede di aprire presto a Berlino la prima macelleria vegana, con filetti, salsicce e hamburger di tofu, e che da sempre difende il diritto delle persone di godere del 'gusto' della carne senza uccidere un animale.

LE CRITICHE - Su questa tendenza in continua crescita non si sprecano dibattiti, con visioni critiche come quella del direttore del Dipartimento di endocrinologia della Clinica universitaria della Charitè, Andreas Pfeiffer. Considerare sani i cereali, la frutta e la verdura e non la carne e il pesce è qualcosa di "fortemente sbagliato", ha dichiarato durante l'ultima conferenza organizzata dalla Die Lebensmittelwirtschaft, federazione dell'industria alimentare tedesca. Accanto a lui Paul Pollinger, imprenditore che prevede di aprire presto a Berlino la prima macelleria vegana, con filetti, salsicce e hamburger di tofu, e che da sempre difende il diritto delle persone di godere del 'gusto' della carne senza uccidere un animale.

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