Giovedì 21 Gennaio 2016 - 14:45

Bce, Draghi apre a intervento a marzo e infiamma Borsa

Positiva la reazione delle Borse europee dopo le parole del presidente Bce, Piazza Affari viaggia in rialzo del +2%

Bce, Draghi apre a intervento a marzo e infiamma Borsa

Fatti, non parole: così si dice, ma il motto non conta per il presidente della Bce, Mario Draghi, che fa cambiare al mercato direzione solo aprendo bocca. Il consiglio direttivo della Banca centrale ha tenuto i tassi fermi e non ha aumentato gli acquisti mensili di asset oltre gli attuali 60 miliardi di euro al mese fino a marzo 2017. Ma Draghi ha chiarito che l'Eurotower è pronta, se necessario, a una revisione della politica monetaria nella prossima riunione di inizio marzo. E ha sottolineato: "Non ci sono limiti". A parte quello di restare nel mandato. La decisione, inoltre, è stata "unanime". Nessuna divisione, quindi. Non come a dicembre, quando la Bce aveva tagliato il tasso sui depositi di 10 timidi punti base, al -0,30%, deludendo le attese dei mercati e spezzando il consiglio a metà tra 'falchi' e 'colombe'.

Oggi la reazione è stata diametralmente opposta. La Bce ha confermato, come ampiamente previsto, il costo del denaro al minimo record dello 0,05%. Poi, in conferenza stampa, il banchiere centrale ha annunciato che l'inflazione è "più debole del previsto" e potrebbe anche scivolare in negativo. Perciò la politica monetaria sarà rivista a marzo, quando saranno disponibili le nuove proiezioni su prezzi e crescita che "copriranno anche il 2018".

I mercati europei hanno apprezzato l'annuncio di un probabile ulteriore allentamento. La Borsa di Milano ha strappato al rialzo, chiudendo a +4,2%. Bene anche Londra (+1,77%), Francoforte (+1,94%), Parigi e Madrid (entrambe +1,97%). Anche gli spread si sono raffreddati, con quello Btp-Bund sceso in chiusura di circa 5 punti a 110 punti base.

Più hanno potuto le rassicurazioni di Draghi, che gli allarmi di venti contrari per le turbolenze internazionali, dovute a fattori come la caduta del prezzo del petrolio e il rallentamento della Cina. Dall'inizio del 2016 "i rischi al ribasso sono aumentati" e c'è "un'elevata incertezza" sulla crescita globale, ha ammesso l'inquilino di Francoforte, aggiungendo tuttavia che le misure straordinarie della Bce "stanno funzionando" e "stanno aumentando la resistenza" dell'eurozona agli shock. "Non vediamo segnali di instabilità finanziaria come prima della crisi", ha spiegato.

I mercati credono al numero uno della Bce anche perché l'Eurotower, secondo Draghi, si gioca "la credibilità" sulla determinazione e sulla capacità di agire per riportare l'inflazione 'sotto ma vicina al 2%'. "Non ci arrendiamo", ha ripetuto più volte ai giornalisti. In attesa delle nuove misure, il banchiere centrale ha evidenziato che i tassi resteranno "agli attuali livelli o più bassi" per "un esteso periodo di tempo".

La conferenza stampa è stata per Draghi anche l'occasione per chiarire in merito alla comunicazione sui crediti deteriati arrivata nei giorni scorsi dalla Bce ad alcune banche dell'eurozona, tra cui le italiane, e che hanno scatenato un sell-off dei bancari sui listini. "Non ci sono nuovi inaspettati accantonamenti o richieste di ulteriore capitale" alle banche italiane, ha detto l'ex governatore di Bankitalia. "Le banche italiane - ha aggiunto - hanno un livello di patrimonalizzazione simile a quello che c'è nell'eurozona e un alto livello di garanzie e collaterali". Draghi ha sottolineato che si è trattato solo di un questionario per "per individuare le diverse pratiche nazionali di gestione degli Npl e arrivare nel tempo a una best practice, niente di più". La Bce, che è anche supervisore, sa che per la questione delle sofferenze serve "tempo".

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  • redazione web
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