Giovedì 05 Maggio 2016 - 10:45

Bce: Inflazione ancora negativa, risale dopo la metà del 2016

Ripresa eurozona prosegue sostenuta da politica monetaria

Mario Draghi

 Il tasso d'inflazione "è probabile" che "si collochi su valori lievemente negativi nei prossimi mesi e che poi riprenda a salire nella seconda metà del 2016". Lo scrive la Bce nel suo bollettino economico, sottolineando che le previsioni sono formulate "in prospettiva, sulla base delle quotazioni correnti dei contratti future sui prodotti energetici".  "Nel contesto attuale è indispensabile assicurare che le condizioni di inflazione estremamente bassa non si radichino in effetti di secondo impatto sul processo di formazione di salari e prezzi" precisa la Bce sottolineando che "il Consiglio direttivo continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi e, se necessario per il conseguimento del proprio obiettivo, agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del proprio mandato".

RISCHI NOTEVOLI DA RALLENTAMENTO EMERGENTI. -Un "ulteriore rallentamento generalizzato e pronunciato" delle economie emergenti "potrebbe avere un notevole impatto negativo sulle prospettive dell'economia mondiale" precisa la Bce sottolineando che le economie emergenti "continuano a essere soggette a rischi avversi". La Banca centrale evidenzia che le economie emergenti "sono state un importante motore della crescita mondiale e della domanda estera dell'area dell'euro nel XXI secolo".

RIPRESA EUROPA.  "La ripresa economica nell'area dell'euro sta proseguendo, trainata dalla domanda interna, mentre la domanda estera rimane debole. La domanda interna - spiega la Banca centrale - continua a essere sorretta dalle misure di politica monetaria. Il loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, assieme al miglioramento della redditività delle imprese, incentiva gli investimenti". Tuttavia, sottolinea la Bce, "i rischi per le prospettive di crescita dell'area dell'euro restano orientati verso il basso".

ITALIA. "Gli scostamenti rispetto ai livelli richiesti dalla regola del debito si sono ampliati, specie nei paesi con un debito molto elevato. Sia per il Belgio sia per l'Italia l'aggiustamento lineare strutturale minimo è aumentato gradualmente nel periodo considerato. Ciò riflette il meccanismo intrinseco della regola del debito, che prevede la correzione degli scostamenti precedenti dalla regola durante il periodo di transizione". E' quanto si legge nell'odierno Bollettino economico della Bce, dedicato alle 'Strategie di riduzione del debito pubblico nell'area dell'euro'. Ma mentre Belgio e Italia sottoperformavano, "gli altri paesi hanno migliorato il saldo strutturale più di quanto sarebbe stato richiesto per assicurare l'osservanza della regola del debito". Nel 2014 lo scostamento è stato rispettivamente pari allo 0,8 e all'1,2 per cento del Pil in Belgio e in Italia (in base alle previsioni per l'inverno 2016 della Commissione europea) e nel 2015 si ritiene che sia salito a circa il 2 per cento nel caso dell'Italia. "Azioni di risanamento strutturale insufficienti nell'ambito del meccanismo preventivo del Psc, assieme ai minori requisiti di aggiustamento conseguenti alle recenti disposizioni sulla flessibilità, hanno contribuito agli scostamenti dal parametro di riferimento per la riduzione del debito", spiega ancora la Bce.  "Se l'Italia avesse migliorato il suo saldo strutturale di circa 1,5 punti percentuali rispetto al livello del 2012 per conseguire il proprio Omt (Obiettivo di medio termine, ndr) di un bilancio strutturale in pareggio nel 2014 (come previsto nel quadro temporale per la convergenza) - spiega ancora il bollettino - lo scostamento rispetto al livello richiesto per assicurare l'osservanza con la regola del debito sarebbe stato quasi interamente riassorbito. Invece, il conseguimento degli Omt è stato spesso procrastinato".

 

 

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