Mercoledì 25 Ottobre 2017 - 08:15

Cesare Battisti: "Il viaggio verso la Bolivia è stata una trappola"

L'ex terrorista ammette: "La lotta armata? Ho partecipato ad un'idea che era una follia"

Cesare  Battisti e il suo avvocato lasciano la sede della polizia federale

"Io qui in Brasile sono accettato da tutti, tutti mi vogliono bene". Queste le parole di Cesare Battisti in un'intervista esclusiva al Gr1. Riguardo al suo arresto al confine con la Bolivia spiega: "E' stata una trappola. Qualcuno ha voluto portarmi alla frontiera con la Bolivia". A proposito dell'Alta Corte brasiliana, che nei prossimi giorni dovrebbe decidere se concedere o meno a Battisti l'habeas corpus, dichiara: "Nel plenario ci sono diverse voci, molte delle quali sono a mio favore".

"Si stanno inventando un personaggio che non esiste", sottolinea inoltre Battisti. L'ex terrorista rivela anche di avere delle lettere di Alberto Torregiani "dove dove lui dice di non avere dubbi sul fatto che io non c'entri niente con la morte del padre", aggiunge. "Se ho compassione per le vittime? Certo. Ho 62 anni, moglie, figli e nipoti", spiega ancora.

Poi ammette: "Faccio autocritica sull'uso della lotta armata. Una cosa che non poteva dare risultati per nessuno. Ho partecipato ad un'idea che era una follia". "L'Italia? Mi manca, sono 40 anni che sono via", aggiunge.

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