Lunedì 28 Agosto 2017 - 16:00

Barcellona, la compagna di Gulotta: Bruno è morto da eroe

"Vivrò per ricordare ai nostri figli che uomo meraviglioso era loro padre"

Funerale di Bruno Gullotta, vittima dell'attentato terroristico di Barcellona

Martina Sacchi, 27 anni, compagna di Bruno Gulotta, 35enne di Legnano (Milano) vittima dell'attentato di Barcellona, affida la testimonianza dei tragici momenti sulla Rambla agli amici e colleghi del compagno, che da sei anni lavorava per la Tom's Hardware. Il racconto della giovane madre è stato riportato sul sito dell'azienda, dove Bruno lavorava da sei anni. "Passeggiavamo sulla Rambla. Bruno teneva per mano Alessandro e io spingevo il passeggino con dentro Aria. Eravamo lì da qualche minuto quando ho sentito tante urla e mi sono voltata. Ho visto il furgone che puntava su di noi. È stato un attimo - racconta Martina - Davanti eravamo bloccati da un palo e un albero, ci siamo messi a correre verso la strada. Bruno ha spinto Alessandro verso di me e io l'ho afferrato. Il furgone ha sfiorato me e Alessandro e ha preso Bruno in pieno. L'ho visto per terra. Mi sono chinata su di lui e ho gridato, ho chiesto aiuto, era vivo. Gli ho detto 'amore ti prego non mi lasciare', mi è sembrato di vedere un guizzo nei suoi occhi. Penso che mi abbia sentito. Poi sono arrivati i poliziotti con le armi in pugno, mi hanno portato via di forza, dicevano che i terroristi erano ancora lì. Intanto i medici tentavano la rianimazione".

Mentre Martina parla, i ricordi si sovrappongono e riacutizzano il dolore. Le sue parole si leggono sul sito della Tom's Hardware: "Dovevo chiamare in Italia, avvertire i parenti e i colleghi di Bruno. Avevo recuperato il suo borsello, dentro c'erano tutti i nostri documenti e il telefono. Nello schianto era volato via. Si era rotto il display, il touch non funzionava ma i numeri erano tutti lì dentro e allora ho provato con l'assistente vocale. Le linee erano sovraccariche, ho provato più e più volte e alla fine ci sono riuscita. Il papà di Bruno, mia madre e poi gli amici di Tom's Hardware. Ho chiesto a tutti di non far trapelare la notizia, non avevo il tempo e la forza di parlare con nessuno. Poi il mattino dopo ho saputo che c'erano state indiscrezioni, che in rete qualcuno aveva fatto il nome di Bruno. Ho chiesto agli amici di Tom's Hardware di aiutarmi affinché si parlasse di Bruno in termini corretti, di evitare sciacallaggi mediatici".

"Vivrò per ricordare ad Alessandro e Aria che uomo meraviglioso era loro padre. Lavorava tanto ma la sua famiglia era tutto. Non ci ha mai fatto mancare nulla. È morto da eroe. Un eroe silenzioso e discreto, com'era nel suo carattere. Lo ha detto anche monsignor Angelo Cairati, nella sua omelia durante i funerali". "Sai, studiava da ingegnere informatico. Aveva dovuto interrompere per mandare avanti la famiglia ma era intenzionato a riprendere al più presto. Non ce l'ha fatta. Uno dei suoi sogni, invece, si è già realizzato. Voleva mandare i bambini alla scuola montessoriana ma non potevamo permettercelo. La coordinatrice della scuola Montessori di Castellanza, Viviana Colombo, è stata immediatamente disponibile - continua Martina - Un dono immenso, e immagino che non sia stato facile per lei affrettare i tempi della burocrazia".

Parlando dell'oggi, Martina dice: "Quanto a me, al più presto cercherò un lavoro non appena Alessandro e Aria si saranno ambientati alla scuola materna e all'asilo nido. Il denaro generosamente raccolto da voi di Tom's Hardware, l'altra famiglia di Bruno, mi permetterà di non far mancare nulla ai bambini. Come avrebbe voluto Bruno. Grazie di cuore, ho sentito affetto e vicinanza, c'è tanta umanità nel mondo, non solo odio e cattiveria. Voglio anche dedicare un pensiero affettuoso alla fidanzata e ai familiari di Luca Russo, il giovane di Bassano del Grappa che è stato ucciso a Barcellona insieme con Bruno. Il loro dolore è il mio dolore".

Ricordando il compagno negli ultimi istanti di vita sulla Rambla, Martina afferma: "Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato e mi stanno aiutando. Innanzitutto Bruno, che in quella frazione di secondo ha spinto verso di me nostro figlio Alessandro prima di essere travolto e ci ha salvato la vita sacrificandosi per noi".

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  • redazione web
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