Martedì 22 Agosto 2017 - 11:15

Barcellona, Francia: Non sapevamo di cellula. Salme vittime in Italia

I quattro terroristi arrestati in tribunale a Madrid. Filone d'indagine in Marocco

Ciampino, l'arrivo delle salme dei connazionali uccisi durante l'attentato di Barcellona

"Non li conoscevamo, erano esclusivamente spagnoli". Il ministro dell'Interno grancese, Gerard Collomb, va sulla difensiva e afferma che le autorità francesi non erano a conoscenza dell'esistenza della cellula che ha commesso gli attacchi terroristici della scorsa settimana a Barcellona e Cambrils.

Collomb conferma però che i terroristi avevano fatto un viaggio "estremamente rapido" a Parigi, le cui motivazioni sono oggetto di indagine. Il viaggio, andata e ritorno, è avvenuto meno di una settimana prima degli attentati. Ha spiegato che un radar ha rilevato un'Audi dei terroristi a causa di eccesso di velocità. Secondo Le Parisien, il veicolo individuato è stato quello usato dai cinque jihadisti a Cambrils, dove è stata uccisa una persona. Secondo fonti citate dal quotidiano parigino, i terroristi che viaggiavano sull'auto avrebbero trascorso una notte in un hotel nella regione della capitale, l'11 agosto. 

LE INDAGINI. Intanto quattro uomini sospettati di essere membri della cellula terroristica sono comparsi in tribunale a Madrid. Si tratta delle uniche persone rimaste in vita delle 12 che secondo gli investigatori costituivano il gruppo. I quattro sono stati portati all'Alta corte di Madrid da Barcellona, tra massicce misure di sicurezza. La maggior parte dei 12 viveva a Ripoll, a nord di Barcellona e vicino al confine francese, e aveva origine marocchina. 

In tribunale sono comparsi Driss Oukabir, il cui passaporto è stato trovato nel furgone dopo l'attacco di Barcellona, che si è consegnato alle autorità dicendosi innocente e affermando che il fratello Moussa Oukabir (poi ucciso dalla polizia) gli avesse rubato i documenti; Mohammed Aalla, proprietario dell'Audi usata per l'attacco di Cambrils, i cui due fratelli Said e Yousseff hanno perso la vita in relazione agli attacchi; Mohamed Houli Chemlal, arrestato dopo esser rimasto ferito ad Alcanar, nell'esplosione della villetta usata come base; Salah el Karib, gestore di un internet café a Ripoll che secondo la Vanguardia sarebbe stato usato per trasferire denaro in Marocco. 

La polizia catalana sta seguendo un filone d'indagine in Marocco, dopo l'arresto nel Paese di almeno una persona collegata ai presunti responsabili degli attacchi. Questa indaga sulla possibilità che la persona arrestata domenica in Marocco a Oujda, di 35 anni, sia un collegamento tra la cellula di 12 persone smantellata in Catalogna e lo Stato islamico, che ha rivendicato gli attentati. Secondo alcune fonti citate da El Periodico si tratterebbe di una persona "vicina" a Moussa Oukabir.

LE VITTIME ITALIANE TORNANO IN ITALIA. Ieri è stato ucciso dalla polizia il 22enne Younes Abouyaaqoub, ritenuto dalle autorità l'uomo che ha guidato il van sulla Rambla, travolgendo la folla e uccidendo 13 persone e ferendone oltre 100. Secondo la Vanguardia, dopo essere scappato a piedi dalla Rambla e aver accoltellato a morte un uomo per rubarne l'auto che ha poi abbandonato a Sant Just Desvern, ha camminato per circa 40 chilometri sino a Subirats. Si era cambiato i vestiti, avrebbe camminato di notte e si sarebbe nascosto di giorno, prima di essere individuato e poi ucciso. 

Le salme di Luca Russo e Bruno Gulotta, due delle tree vittime italiane degli attacchi, sono arrivate nella notte a Ciampino con un aereo dell'aeronautica militare italiana partito da Barcellona. Dopo la benedizione, il capo dello Stato Sergio Mattarella si è avvicinato ai due feretri per accolglierli. Momenti di profondo raccoglimento sulla pista. I funerali di Gulotta si svolgeranno giovedì alle 14,30 nella basilica di Legnano (Mi), come ha dichiarato lo stesso Gianbattista Fratus, sindaco di Legnano. "Non sarà un funerale di Stato, anche se si prevede la presenza di autorità", ha detto il sindaco. 

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