Martedì 23 Febbraio 2016 - 09:15

Barbieri: Le mie foto prendono vita grazie a Elena Mirò

Intervista al fotografo, autore di una campagna speciale per i 30 anni del marchio di abbigliamento del gruppo Miroglio

Gian Paolo Barbieri nel suo studio milanese

Dalle foreste lussureggianti delle Seychelles e di Tahiti ai preziosi tessuti di un noto brand di moda: questo lo straordinario viaggio 'virtuale' compiuto dai fiori di Gian Paolo Barbieri, maestro della fotografia di moda da sempre innamorato di corolle, petali e boccioli.

L'occasione di questo 'viaggio' è un compleanno molto speciale: Elena Mirò, noto marchio di abbigliamento del gruppo Miroglio, festeggia i suoi 30 anni di vita. Per celebrare questi tre decenni di successi, ha pensato a una campagna fotografica speciale, dove la protagonista è Candice Huffine, una tra le più famose top model curvy, che con la sua freschezza e spontaneità incarna perfettamente lo spirito del brand. Le immagini di questa campagna sono state scattate dallo stesso Barbieri, che ha visto tornare a rivivere, sugli abiti indossati dalla top americana, alcune delle sue fotografie di fiori, appositamente stampate sui tessuti di Elena Mirò. Non solo: le bellissime immagini, scattate nel corso di 15 anni in diversi luoghi del mondo, sono anche state raccolte in un libro, 'Fiori', a testimonianza dell'amore dell'artista per questi elementi della natura.
Una serie di grandi emozioni per Barbieri, come ci racconta lui stesso in questa intervista.

Facciamo un passo indietro: da quando e perché lei, che è considerato un maestro della fotografia di moda, ha cominciato a scattare foto di fiori?

Io ho sempre fotografato la moda, mentre i fiori ho cominciato a scattarli quando andavo in vacanza. Per le mie vacanze sceglievo sempre luoghi dove ci fosse un clima tropicale, così ero in contatto con fiori molto belli che qui, nel clima mediterraneo, difficilmente potevo trovare, tipo gli anthurium, le orchidee, i frangipane. Mi appassionava molto fotografare il fiore, perché lo trovavo un elemento della natura meraviglioso che per me è sempre stato un mistero: mi affascinava. Ho cominciato un po' per volta a fotografarli e a raccogliere in un quaderno il giorno degli scatti, l'ora, se c'era il sole, se scattavo all'interno o all'esterno, se usavo un filtro rosso. Così ho cominciato a radunare una serie di negativi di fiori, che poi mi sono tornati utili perché, mi dicevo, 'Riuscirò, un giorno, a farne un libro'. Il team di Elena Mirò mi ha dato l'occasione di tirare fuori dal cassetto tutti questi negativi, metterli insieme e creare finalmente un libro.

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A quando risalgono i suoi scatti?
 

Gli scatti partono da 15 anni fa, e la maggior parte provengono dalle isole Seychelles. Ma ho lavorato bene anche in Polinesia, a Tahiti, dove stavo lavorando per il libro 'Tahiti Tattoos', sui tatuaggi dei tahitiani. Ero sempre a contatto con la natura e con le persone, e poi i fiori a Tahiti sono meravigliosi. I tahitiani hanno un vero culto del fiore: quando si arriva con l'aereo ti incoronano con i fiori, mentre quando si riparte ti danno la corona di conchiglie, perché vuol dire che tornerai ancora all'isola. Infatti io sono tornato tante volte, funziona!

Che cosa la affascina di più dei fiori?

A parte la bellezza, mi affascinano la struttura, il colore e soprattutto il modo in cui si presenta in natura. Ci sono dei fiori meravigliosi in natura che, come le orchidee, si arrampicano sui rami degli alberi, e da lì fioriscono. Una volta in Venezuela, andando in macchina in un viale ho visto tutti gli alberi pieni di orchidee fiorite. Questa visione, quel giorno, mi ha reso davvero felice.

Qual è stato il fiore più impegnativo da fotografare e perché?

Il fiore del banano, perché non è così come si fotografa. Il fiore del banano appare come una specie di carciofo rigido. Se si vuole fotografare nella sua bellezza, nell'esplosione della maturità, bisogna raccoglierlo e tenerlo da parte, di modo che cominci a diventare più morbido. Poi, con uno spillino, si sollevano uno a uno i petali e così il fiore si schiude. E' un lavoro che una persona che non vive ai Tropici o non è a contatto con la natura non comprende, perché occorrono dei giorni per realizzarlo. Altri fiori difficili da fotografare, perché crescono ai Tropici, dove c'è molto vento, sono gli Hibiscus, perché hanno i petali estremamente leggeri e appena c'è un alito di vento si muovono. Così non si riescono a fotografare, perché la foto risulta mossa.

 

Com'è nata l'idea di trasformare alcuni dei suoi scatti in una 'capsule collection' per il marchio Elena Mirò?
 

L'idea è nata dagli amici di Elena Mirò: quando hanno visto le foto dei fiori, mi hanno chiesto se potevano utilizzarne qualcuna da stampare su alcuni abiti. Ho trovato la cosa molto interessante, perché la fotografia in sé è abbastanza rigida, ma mettendola su un tessuto di un abito indossato da una donna ha una seconda possibilità di vivere. Questa cosa mi ha divertito e impressionato e, vedendo il risultato, ho trovato che fosse assolutamente positivo.

Come avete selezionato gli scatti dei fiori da 'trasformare' in abiti?
 

Essendo un discorso anche commerciale, sono stati soprattutto i responsabili di Elena Mirò che hanno deciso per uno scatto invece di un altro, ragionando sul fatto che untessuto potesse servire per abiti estivi oppure per abiti autunnali e invernali. C'è stata anche una parte commerciale che è intervenuta nella scelta, non è dipeso tutto da me.

Quale emozione ha provato vedendo le sue foto trasformate in una 'capsule collection'?
 

E' sempre emozionante vedere una propria foto stampata su un giornale o vista in televisione come pubblicità. In questo caso, vederla stampata su un vestito e poi fotografare il vestito indossato dalla modella, è la cosa più bella.

Come si è trovato a lavorare per la prima volta con una top model curvy come Candice Huffine?

Candice è una modella estremamente professionale, per cui non ho avuto nessun tipo di difficoltà. Ci siamo trovati immediatamente. Lei è stata bravissima, non sembra assolutamente una donna formosa: quando è sotto l'obiettivo, si trasforma e diventa ancora più bella di quello che è.

Parliamo del libro 'Fiori': com'è nata l'idea di raccogliere i suoi scatti in un libro?

L'idea è nata da Elena Mirò, per festeggiare i tre decenni di attività: si voleva produrre un libro che racchiudesse un progetto di trent'anni di vita, per offrire ai propri clienti un presente. Quindi, mi è stato chiesto di usare questi fiori per farne un libro, e così è stato. Il risultato è molto bello.

Che significato ha, oggi, regalare un fiore a qualcuno?

Io ho sempre adorato i fiori, qualsiasi essi siano. Per me fotografare un fiore, metterlo in una casa o comporlo come ornamento, oppure regalarlo, è una cosa meravigliosa. Trovo che sia un gesto molto gentile e che, soprattutto, emozioni chi lo riceve. Questo perché il fiore è veramente un segno, un simbolo tangibile di gentilezza e soprattutto di amore.

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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