Giovedì 10 Marzo 2016 - 20:00

Barbie compie 57 anni, a Parigi una mostra sulla sua storia

Critica per essere 'poco realista' a gennaio è stata rinnovata la linea con tre nuove bambole più 'umane'

La Barbie diventa più normale: aggiunta la formosa, la alta e la piccola

Con costume da bagno a righe e volto da pin-up, Barbie si presentò al mondo per la prima volta 57 anni fa. Da allora la bambola iconica ha adottato diversi volti per adattarsi ai cambiamenti della società, senza però perdere la sua essenza. Simbolo americano di portata universale, la prima Barbie, figura di donna adulta che contrastava con i bambolotti cullati all'epoca dalle bambine, non convinse subito i commercianti. Ma una volta sugli scaffali il successo fu immediato e l'inventrice, la statunitense Ruth Handler, che inizialmente aveva previsto di fabbricare 20mila bambole a settimana, dovete triplicare la produzione.

MOSTRA A PARIGI. Per ricordare la storia di Barbie è stata allestita a Parigi una mostra del Museo delle arti decorative che raccoglie oltre 700 bambole, costumi, riviste, immagini, brevetti e schizzi legati all'evoluzione del giocattolo Mattel, dal lancio del 1959 fino ai nostri giorni. Inaugurata oggi, l'esposizione resterà aperta fino al 18 settembre. Diffusa in 150 Paesi, la popolarità di Barbie si deve in parte a una storia propria che passa attraverso diverse professioni, attività, famiglie e amici e che la esalta come personaggio al di là del suo status di giocattolo. Barbie è stata politica, militare, stella del pop, hippie, candidata alla presidenza in quattro occasioni, e come astronauta è atterrata sulla Luna quattro anni prima di Neil Armstrong. Inoltre è stata realizzata con otto colori di pelle differenti, 14 visi diversi e anche in un modello in sedia a rotelle. Il suo successo si spiega anche con la capacità di "adattarsi a epoche diverse senza perdere il suo spirito", spiega a Efe la curatrice della mostra di Parigi, Anne Monier. La trasmissione della passione per la bambola da madri a figlie e la pubblicità televisiva completano una formula che nessuna delle concorrenti è riuscita a riprodurre. "Barbie è il primo giocattolo a essere stato commercializzato su larga scala in televisione. Mattel si è trasformata in inserzionista in trasmissioni per bambini per arrivare in forma diretta ai bimbi senza passare prima per i genitori", dice ancora Monier.

POCO REALISTA. Nonostante la sua immagine di donna sofisticata, che non era sposata, si smarcasse all'inizio dai ruoli di madre e anima della casa assegnati alla donna negli anni '60, con il tempo sono arrivate le critiche contro questo simbolo della società di consumo considerata una figura poco realista. "Il suo corpo era disegnato per facilitare il fatto di vestirsi e svestirsi", spiega Monier, respingendo l'idea secondo cui i giocattoli "abbiano la vocazione a essere fedeli alla realtà". A seguito delle critiche, a gennaio scorso sono state lanciate tre nuove bambole: robusta, bassa e alta, che si uniscono a un'ampia varietà, il che però non impedisce che nell'immaginario collettivo regni la figura della Barbie bionda con gli occhi azzurri. "Nei primi anni la bambola aveva bisogno di mantenere un'apparenza riconoscibile, ma negli ultimi tempi questa percezione sta cambiando", spiega la curatrice della mostra.

GIOVANE DONNA. Per creare la Barbie, Ruth Handler si è ispirata a Lilli, vignetta del quotidiano tedesco Bild: l'immagine creata era di una giovane attraente di età non precisata, che poteva incarnare tanto un'adolescente quanto una giovane donna. A Handler l'idea venne osservando la figlia Barbara che giocava con alcune figure di ritagli di carta e notando che la piccola preferiva che le si mostrassero donne piuttosto che bambine.

KEN NEL 1961. Nel 1961 nacque il fidanzato Ken e nel 2004 Barbie conobbe il suo secondo compagno, il surfista Blaine, in un momento di rottura con Ken. È invece del 1977 la Barbie Superstar, che anticipava l'universo delle supermodelle degli anni '80 e '90. Nello stesso periodo fu lanciato il famoso 'rosa Barbie' che accompagnerà definitivamente la bambola nel suo percorso successivo.

IL BRAND USA. Parallelamente Barbie si afferma come icona della cultura popolare di fabbricazione americana, a fianco di altri marchi come Coca-Cola o di Mickey Mouse. L'artista Andy Warhol la ritrae, stilisti come Jean Paul Gaultier e Gucci la vestono e una parte di Times Square a New York prende il nome di Barbie Boulevar durante una settimana di celebrazioni in  suo onore. Dall'inizio del secolo tuttavia la concorrenza, prima delle Bratz e poi di bambole Lego e Regina delle nevi (la protagonista del film Frozen), ha eroso le vendite di Barbie. Il suo pubblico, spiega Monier, si è ringiovanito. Se inizialmente l'età del pubblico di Barbie era compresa fra 10 e 12 anni, oggi è fra 3 e 5 anni, il che spiega l'aumento delle Barbie principessa, concepite per questo nuovo pubblico. La Barbie ha versioni che la vedono impegnata in 150 occupazioni diverse, che dimostrano che questa bambola è capace di tutto.
 

 

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