Martedì 31 Ottobre 2017 - 11:45

Bankitalia, Visco: "La vigilanza riduce il rischio di crisi, ma non può annullarlo"

Il governatore si difende e sottolinea: "Del nostro operato non esitiamo a dare conto alle Istituzioni e al Paese"

"La tutela del risparmio richiede stabilità monetaria e stabilità finanziaria; le decisioni e gli interventi di banca centrale e di vigilanza le perseguono con determinazione; sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa. Del nostro operato non esitiamo a dare conto alle Istituzioni e al Paese". Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sale sul palco della 93sima giornata mondiale del Risparmio in quello che è formalmente l'ultimo giorno del suo primo mandato.

Ma è anche la prima uscita pubblica dopo la riconferma, e l'economista napoletano torna, nel suo discorso, sui temi della vigilanza e delle crisi bancarie che sono stati al centro delle polemiche delle scorse settimane. Polemiche che sono alle spalle anche se "non ne avevamo certamente necessità", dice il presidente Acri Giuseppe Guzzetti, mentre Visco incassa gli auguri di buon lavoro e l'applauso della platea, nonché il placet del Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina secondo cui "tutto quello che tende a stabilizzare il Paese è positivo".

"La supervisione sulle banche riduce significativamente la probabilità che si verifichino crisi bancarie, ma non può annullarla", dice Visco ricordando che gli accertamenti di vigilanza "richiedono analisi accurate e complesse, in loco e a distanza". Queste risorse, però, "non possono fare ricorso ai poteri che la legge riserva all'autorità giudiziaria e alle forze di polizia". Nonostante questo, "nella gran parte dei casi di difficoltà dei singoli intermediari l'analisi dei dati disponibili, l'esame dei fattori di rischio, gli esposti vagliati, le indagini ispettive hanno permesso di preservare la sana e prudente gestione degli intermediari e di risolvere, con determinazione e con il necessario riserbo, situazioni di tensione".

Visco non usa mezzi termini e respinge le accuse ricordando che "le banche sono imprese; in condizioni normali, anche in presenza di difficoltà, la Vigilanza non può sostituirsi agli amministratori. Operazioni poste in essere rapidamente per eludere i controlli, per aggirare regole e limiti possono compromettere la stabilità dell'intermediario. I fenomeni più gravi sono stati individuati per tempo e tempestivamente segnalati all'autorità giudiziaria, anche se non sempre questo è sufficiente a evitare una crisi". Certo, ha sottolineato il numero uno di Palazzo Koch, la soluzione delle crisi bancarie "ha richiesto tempi non brevi".

Vanno approfondite le cause "che hanno determinato i ritardi". Si deve "operare per rendere più rapide le procedure di gestione", anche perché "in Italia le risorse impiegate per la soluzione delle crisi bancarie sono state largamente inferiori a quelle utilizzate in pressoché tutti gli altri principali paesi". Riferendosi all'addendum della Bce sui crediti deteriorati, Visco ha osservato che "le iniziative volte a favorire la riduzione del peso delle attività deteriorate vanno nella giusta direzione".

E questo "è anche l'obiettivo dell'introduzione, se graduale e ben calibrata, di un approccio temporale alle svalutazioni dei futuri crediti deteriorati". In ogni caso "è necessario proseguire il rafforzamento dei bilanci delle banche per renderli più robusti". Nei prossimi mesi "le operazioni di cessione e di cartolarizzazione già in corso e quelle annunciate di recente da più banche forniranno un ulteriore impulso alla riduzione dello stock di crediti deteriorati, che, sempre al netto delle svalutazioni già in essere, scenderebbero al di sotto dell'8 per cento del totale dei prestiti nei primi mesi del 2018". 

Scritto da 
  • Antonella Scutiero
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