Sabato 21 Ottobre 2017 - 20:45

Bankitalia, Renzi mattatore a Firenze: "Esprimere giudizio non è lesa maestà"

Il segretario Pd alla festa del quotidiano 'Il Foglio': "Non possiamo arrivare al paradosso che qualcuno è intoccabile, inviolabile, ingiudicabile"

Bankitalia, Renzi mattatore a Firenze: "Esprimere giudizio non è lesa maestà"

Gli organizzatori speravano di portare sullo stesso palco Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Ma il leader di Forza Italia ha declinato l'invito. Così è toccato al segretario del Partito democratico ravvivare la festa del quotidiano 'Il Foglio'. Del resto, la Festa Fogliante - Giornate dell'ottimismo, così si chiama l'evento, si tiene a Firenze, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. E lì Renzi è di casa. Dalla città del giglio, che ha amministrato da sindaco, ha iniziato il suo cammino verso Palazzo Chigi.  E in platea c'erano anche il padre Tiziano e la madre Laura Bovoli, e il senatore di Ala Denis Verdini.

E Renzi non ha deluso. Intervistato dal direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha affrontato molti temi caldi del dibattito politico. Ma l'affondo che tutti attendevano è stato per la vicenda di Banca d'Italia. "Esprimere un giudizio di merito non è lesa maestà", ha detto il segretario dem.

"Fermo restando che la scelta del governatore la fa il presidente del Consiglio, e che io sarò al fianco del presidente del Consiglio, perché da segretario del partito mai mi permetterò di mettere in discussione il suo operato, vi sembra che sulle banche in Italia sia andato tutto bene? Vi sembra che i problemi sulle banche in questo Paese li ha creati il governo che ha fatto la riforma delle popolari, che ha salvato centinaia di migliaia di correntisti dalle regole del bail-in sciaguratamente dal governo Monti?".

Il tono delle sue risposte, parlando delle polemiche su Bankitalia, è diventato sempre più duro.

"Le scelte politiche - ha proseguito - sono state condivise, non vi è ombra di dubbio. La riforma delle popolari è sacrosanta. Le scelte gestionali delle banche commissariate, i commissari, il management, la vigilanza del sistema bancario spettano all'autonomia e all'indipendenza della Banca d'Italia. Esprimere un giudizio di merito non è lesa maestà. In Italia si può valutare quello che fanno tutti. Altrimenti, si arriva al paradosso che qualcuno è intoccabile, inviolabile, ingiudicabile. Difendo la dignità della politica rispetto a questa visione allucinante".

Sulla questione Renzi era tornato anche nel primo pomeriggio, quando aveva incontrato mille giovani under 35 alla Fortezza da Basso. E il bersaglio dei suoi strali era stata la stampa.

"Gli amici giornalisti . ha detto Renzi alla Fortezza da Basso - saranno interessati dalle notizie del giorno e si perdono una straordinaria storia: donne e uomini di ogni parte del Paese che stanno approfondendo e mettendo in discussione il lavoro dei parlamentari. e domani nessuno ne parlerà. Siamo circondati da una sorta di cappa, come nel film Truman Show. La politica italiana è in questo momento è vittima di se stessa, del chiacchiericcio. Dobbiamo uscire dall'autoreferenzialità. Ci sono tutti i giorni articoli su Banca d'Italia, non su perché il governo nomini il governatore per sei anni, ma sugli effetti politici di una mozione approvata dal Parlamento".

Nelle anticipazioni di un'intervista che comparirà domani su Avvenire, anticipata in parte sul sito, e battuta dalle agenzie prima che Renzi arrivasse a Firenze, il segretario dem ha affermato: "Ho letto bugie, ricostruzioni parziali. Ho visto tutti concentrati sulla mozione quasi fosse una spy-story. Voglio essere chiaro: la difesa a oltranza di Visco non sta nei miei desideri segreti. Ma qualsiasi nome il premier farà, non ci saranno problemi. Anche se dovesse confermare Visco, nessun problema. Prenderò atto della decisione del governo e qualsiasi decisione sarà non intaccherà minimamente i nostri rapporti. Gentiloni non ha bisogno di consigli. Paolo ha la mia stima, il mio rispetto e la mia amicizia. E le sue parole sull'indipendenza e l'autonomia della Banca d'Italia sono giuste".

Ma ha anche affrontato altre questioni. Incalzato da Cerasa, sulla vicenda Consip, Renzi ha sentenziato "I libri di storia non si occuperanno di queste cose fortunatamente per l'Italia". Così Matteo Renzi ha risposto al direttore de Il Foglio Claudio Cerasa che gli chiedeva come pensa tratteranno il caso Consip i libri di storia tra 30 anni. "Lo ricorderanno come Cpl/Concordia"  Poi sul futuro della sinistra. "Se la sinistra non cambia . ha detto - è finita. In alcuni Paesi è diventata conservatrice e questo ha portato i populisti a vincere. Deve avere il coraggio di dire che il futuro non è il nostro peggiore nemico. Con la paura vince la destra. Se c'è uno spazio per la sinistra in Europa, quello è in Italia perché qui c'è il Pd".

Ma per tornare a Palazzo Chigi Renzi non è disposto a cambiare le sue idee. "Per ritornare a Palazzo Chigi ", anche se "è importante  - ha detto - perché lì puoi incidere davvero, non cambio le mie idee".

E il segretario dem ha concluso con un inno alla fiducia, in sintonia con il tema della festa. "Con il 40 %, col Rosatellum - ha affermato - governiamo da soli", e "credo nel popolo del 40 %", per questo "io sono ottimista sulle prossime elezioni".
 

Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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