Lunedì 04 Luglio 2016 - 07:00

Bangladesh, ricchi e istruiti: cinque jihadisti già ricercati

I terroristi erano figli di famiglie locali benestanti. Nel Paese è stato dichiarato il lutto nazionale

Bangladesh, ricchi e istruiti: la polizia aveva già cercato di arrestare cinque jihadisti

I sette militanti che hanno assaltato il ristorante di Dacca venerdì sera uccidendo 20 civili erano cittadini del Bangladesh e le autorità avevano provato ad arrestare in precedenza cinque di loro. Gli investigatori li sospettavano di legami con gruppi estremisti islamici internazionali. L'Isis ha rivendicato la responsabilità dell'attacco con un comunicato e una foto, anche se non c'è conferma ufficale delle rivendicazioni. Il ministro degli Interni del Bangladesh Asaduzzaman Khan ha detto a Reuters che né lo Stato islamico né al Qaeda sono coinvolti e ha ribadito la linea del governo secondo cui i militanti cresciuti nel Paese sono stati responsabili di un'ondata di morti negli ultimi 18 mesi. "La responsabilità è di Jmb", ha detto Khan, riferendosi al gruppo Jamaat-ul-Mujahideen Bangladesh, che pretende di rappresentare lo Stato islamico in Bangladesh. In ogni caso il vice ispettore generale della polizia, Shahidur Rahman, ha detto a Reuters che le autorità stanno indagando sulla possibile connessione tra gli attentatori e i gruppi trans-nazionali come lo Stato islamico o al Qaeda. Ha detto inoltre che i militanti erano per lo più istruiti e provenienti da famiglie ricche.

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L'attacco ha segnato la più grande escalation nelle violenze dei militanti in Bangladesh, dove i circa 160 milioni di abitanti sono perlopiù musulmani. Gli attacchi precedenti nel Paese avevano preso di mira soprattutto dei singoli, contestando uno stile di vita aperto o minoranze religiose. Fra le vittime ci sono anche tre persone originarie del Bangladesh. Nell'assalto al ristorante 'Holey Artisan Bakery' gli assalitori hanno ucciso la maggior parte delle vittime a colpi di machete, lasciando i corpi sanguinanti sul pavimento.

Una delle piste di indagine si sta occupando di verificare se gli attentatori del ristorante abbiano ricevuto delle linee guida dallo Stato islamico o da al-Qaeda. "Le foto (caricate su Twitter ndr.) indicano che potrebbero essere stati incoraggiati dalle attività dell'Isis all'estero", ha spiegato Muhammad Zamir, alto funzionario del ministero degli Esteri locale, ma "questo non mostra un legame diretto con l'Isis. Questo è esattamente ciò che è stato fatto, e successivamente messo in dubbio, nel caso dell'attacco di Orlando", in Florida. L'attacco è stato il peggiore avvenuto in Bangladesh dal 2005, quando il gruppo Jmb fece esplodere una serie di bombe in diverse zone del Paese nell'arco di un'ora uccidendo almeno 25 persone, la maggior parte giudici, poliziotti e giornalisti. A marzo del 2007 sono state eseguite condanne a morte su sei alti leader di Jmb e la polizia ha continuato a dare la caccia ai membri del gruppo, arrestando spesso sospetti militanti a seguito di soffiate dell'intelligence. A febbraio la polizia del Bangladesh ha arrestato tre membri del Jmb sospettati dell'uccisione di un prete induista.

BANDIERE A MEZZ'ASTA PER LUTTO NAZIONALE - Con tutte le bandiere negli uffici pubblici e nelle missioni all'estero a mezz'asta, il Bangladesh è in lutto per le vittime della prima crisi con ostaggi della storia del Paese che coinvolge militanti. Il primo ministro Sheikh Hasina ha dichiarato due giorni di lutto nazionale come segno di rispetto per le vittime dell'attacco al ristorante di Dacca, fra le quali ci sono nove italiani. Gli altri uccisi sono sette giapponesi, due bengalesi, un cittadino americano in Bangladesh e una donna indiana. I sette banditi armati di lame, pistole, fucili e bombe hanno ucciso anche due agenti di polizia.

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RENZI: ISIS PERDE TERRENO, ORA PUGNO DI FERRO - "L'Italia è una famiglia colpita dal dolore, al di là delle divisioni politiche. Oggi è il giorno del dolore". Sono le parole del premier Matteo Renzi, che ha sottolineato come in politica "ci sono divisioni comprensibili, ma di fronte al dolore di queste famiglie" la politica deve guardare "l'interesse nazionale e la patria". "L'Isis - ha aggiunto - sta perdendo sul terreno a livello militare, in Siria, In Iraq , in Libia. Lo spazio di territorio occupato dal cosiddetto Stato islamico è ridotto. Ma ora serve il pugno di ferro con chi pensa di portare da noi quei valori, una strategia basata su odio e terrore". "In settimana discuteremo con tutti i capigruppo delle forze parlamentari" di quanto accaduto in Bangladesh, ha concluso.

PAPA: DIO CONVERTA I CUORI VIOLENTI - "Preghiamo per i defunti e chiediamo al Signore di convertire il cuore dei violenti accecati dall'odio", è stato l'appello di Papa Francesco durante l'Angelus domenicale, nel corso del quale ha espresso "vicinanza ai familiari e alle vittime dei feriti nell'attentato avvenuto a Dacca e quello avvenuto a Baghdad".

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  • redazione web
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