Sabato 02 Luglio 2016 - 15:00

I nomi delle vittime italiane dell'attentato in Bangladesh

Nadia Benedetti, Simona Monti, Marco Tondat e Cristian Rossi i primi nomi degli italiani coinvolti

Bangladesh, le vittime italiane dell'attentato

Sono nove gli italiani vittime dell'attentato a Dacca, in Bangladesh. La Farnesina, dopo aver informato tutte le famiglie, ha diffuso i nomi. Si tratta di Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti.
 

Cristian Rossi, manager di 47 anni, sposato con due figli, si trovava in Bangladesh per motivi di lavoro. Viveva a Feletto Umberto, frazione del Comune di Tavagnacco, in provincia di Udine, dove la notizia della sua scomparsa è arrivata stamani. A darne conferma, quando ancora mancava l'ufficialità dalla Farnesina, è stato Gianluca Maiarelli, sindaco del comune friulano.

 

Tra le vittime c'è anche la siciliana cinquantenne Adele Puglisi. La donna, che non era sposata e non aveva figli, aveva una casa a Catania accanto a quella del fratello, che però abita nel ragusano con la famiglia e si è stretto nel dolore dopo aver saputo della morte della sorella. Puglisi lavorava come manager per il controllo della qualità per Artsana.

Tra i deceduti c'è anche un imprenditore nel settore tessile di Cordovado, comune in provincia di Pordenone, Marco Tondat.

"Ormai abbiamo perso anche l'ultima speranza: mia zia, Nadia Benedetti, è stata brutalmente uccisa nell'attentato in Bangladesh di ieri". Ad annunciarlo la nipote Giulia su Facebook. Si tratta infatti della managing director della StudioTex Limited, azienda con sede principale a Londra, nel Regno Unito con succursale proprio a Dacca. Della donna, originaria del viterbese, che era presente nel bar teatro dell'attacco terroristico non si avevano notizie da ieri.  "Non c'è più: non la rivedremo più, non parleremo, non commenteremo i colori delle magliette da produrre, mio padre non la andrà più a prendere all'aeroporto, non andremo a cantare insieme come ci eravamo ripromesse - scrive nell'accorato post Giulia Benedetti -  "Non c'è più" ripete mio padre. Un branco di bestie ce l'ha portata via. Aveva vissuto in Italia, Kenya, Bangladesh e non si era mai fermata. Neanche nei momenti più difficili". Poi l'appello a tutti gli amici e parenti viterbesi: "NON DIMENTICATE, non lasciate che si perda il suo ricordo, non dimenticate cosa è successo, non permettete a questi pazzi di commettere altre stragi, non lasciate che vincano loro.  Colgo l'occasione per esprimere la nostra vicinanza ai famigliari di tutte le vittime, e ai sopravvissuti alla tragedia. Ci mancherai zia, ci mancherete tutti".

Di Simona Monti non si avevano più notizie da ieri. "Era una ragazza stupenda, intrapredente e rappresentava l'eccellenza di tanti giovani italiani che lavorano all'estero", racconta commosso Alfredo Graziani il sindaco di Magliano Sabina, dove vive la famiglia della giovane di 33 anni. "Simona - prosegue - amava l'Italia e più di tutto avrebbe desiderato rimanere e lavorare qui. Viveva all'estero da tanto perché lì aveva trovato lavoro". Simona Monti conosceva il cinese e altre lingue straniere, viveva da tempo in Bangladesh dove lavorava per una azienda di tessuti e prima di Dacca aveva vissuto in Cina. In questi giorni sarebbe dovuta tornare in Italia  per un periodo da trascorrere con la famiglia. La mamma di Simona, riferisce lo stesso sindaco è "disperata".

C'è anche Claudia Maria D'Antona: la donna era la moglie di Gian Galeazzo Boschetti, che era con lei nel ristorante a cena ma è riuscito a scappare. D'Antona, laureata in legge all'università di Torino, era managing directror della Fedo Trading Ltd, di cui il marito era partner, ed era volontaria della croce verde. Come paramedico era stata presente nel 1980-1981 in Irpinia all'indomani del terremoto e durante l'incendio del cinema Statuto di Torino nel 1983. La coppia viveva da oltre vent'anni in Bangladesh.
 

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