Martedì 05 Luglio 2016 - 18:45

Strage a Dacca, a Roma le salme delle 9 vittime italiane

Ora i corpi saranno portati all'istituto di medicina legale del Gemelli per gli esami autoptici

Aeroporto di Ciampino, rientro delle vittime della strage di Dacca

E' atterrato all'aeroporto di Ciampino il Boeing 767 con a bordo le salme delle nove vittime italiane, uccise in Bangladesh venerdì sera a seguito di un attacco terroristico a Dacca. Si tratta di  Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti. In pista ad attenderle il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il cappellano militare. Il presidente per essere presente oggi ha deciso di interrompere anticipatamente il suo viaggio in America latina.

Le bare delle nove vittime sono avvolte dal tricolore e sono state benedette da tre sacerdoti all'aeroporto di Ciampino. Dopo una preghiera collettiva, i tre religiosi hanno benedetto le bare una ad una. A bordo dell'aereo anche Gianni Boschetti, sopravvissuto alla strage e marito di Claudia D'Antona, morta nell'attentato.

"Ho preso con il presidente Mattarella l'impegno a nome del governo ad assicurare che i benefici previsti dalla legge per le vittime del terrorismo si applichino ai nostri caduti all'estero. È un impegno doveroso di fronte a episodi come quello della strage di Dacca", ha affermato Gentiloni dopo il rientro delle salme.

Subito dopo i corpi saranno portati all'istituto di medicina legale del policlinico Agostino Gemelli per gli esami autoptici che verranno eseguiti domani dall'equipe di Vincenzo Pascali e Antonio Oliva. Le autopsie verranno effettuate dopo il riconoscimento dei corpi da parte dei famigliari, in programma stasera al policlinico, e dopo aver sottoposto le salme a una tac necessaria per avere ulteriori informazioni sulla dinamica degli omicidi.

MATTARELLA TORNA DAL MESSICO. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è rientrato in Italia dal suo viaggio in Messico nel tardo pomeriggio riducendo così la visita in America latina e annullando le tappe previste in Uruguay e Argentina a causa dell'attacco terroristico in Bangladesh. Ultimo appuntamento quindi l'incontro di ieri con il suo omologo, Enrique Peña Nieto. Proprio dal Palacio Nacional il capo dello Stato ha ribadito la necessità "di una alleanza della comunità internazionale contro la barbarie" del terrorismo sanguinario.

COMMEMORAZIONE IN BANGLADESH. Ieri è stato il secondo giorno di lutto nazionale in Bangladesh dopo l'assalto jihadista di venerdì scorso nel ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca, mentre anche un professore universitario sopravvissuto è stato fermato per sospetto coinvolgimento. La premier Sheikh Hasinaha preso parte alla commemorazione per le 22 vittime. La polizia, intanto, tenta di placare la polemica che l'accusa di aver tardato ad agire: il blitz, afferma un portavoce, è stato condotto in 12 ore, mentre gli ostaggi sono stati uccisi nei primi 20 minuti dell'azione terrorista. E le indagini proseguono per cercare di verificare l'identità dei sette terroristi bengalesi, uno solo dei quali è sopravvissuto. Secondo diverse fonti, si tratterebbe di persone istruite e in alcuni casi di figli di personaggi noti. La polizia continua a sostenere si tratti di estremisti locali, senza legami all'esterno del Paese. Nel frattempo varie nazioni, tra cui l'Italia, hanno messo in guardia sul rischio che nel Paese possano accadere altre violenze simili e grandi compagnie come Uniqlo e Toshiba hanno sospeso i viaggi dei loro dipendenti.

SOSPETTI TRA I SOPRAVVISSUTI. La polizia ha confermato di avere due persone in custodia, una delle quali l'attentatore sopravvissuto, mentre si indaga sul sospetto che tra i sopravvissuti ci siano dei complici. Impossibile interrogare i fermati, per ora, a causa delle condizioni di salute critiche, mentre entrambi sono in ospedale. Secondo i media locali è stato fermato un professore universitario, Hasnat Karim. Era nel locale per festeggiare il compleanno di uno dei figli, ma è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre fumava una sigaretta sul balcone al secondo piano del locale, assieme a due terroristi. Secondo alcune fonti, l'uomo, docente alla North South University (NSU) di Dacca, aveva lasciato il lavoro almeno cinque anni fa. A preoccupare gli inquirenti anche il fatto che nel 2012 Karim fu citato con altri tre professori della NSU, sospettati di avere contatti con il movimento clandestino Hizb-ut-Tahrir.

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