Mercoledì 23 Marzo 2016 - 15:00

Banche, Camera approva fiducia a decreto

Cosa prevede il provvedimento di riforma del sistema delle Bcc

Banche, Camera approva fiducia a decreto

La Camera ha votato la fiducia posta dal governo sul decreto banche con 351 sì e 180 no. Mentre non è ancora fissata la scadenza per il voto finale sul provvedimento, il M5S ha annunciato ostruzionismo. Il decreto riforma il sistema delle banche di credito cooperativo; dispone la concessione della garanzia statale sulle cartolarizzazioni delle sofferenze delle banche e degli intermediari finanziari; modifica il regime fiscale applicabile durante le procedure di crisi d'impresa; introduce misure per la concessione di crediti alle imprese da parte dei fondi di investimento alternativi.

Con le modifiche apportate in commissione Finanze sono state riscritte le disposizioni relative alla cosiddetta 'way out' delle banche di credito cooperativo. In deroga alla disciplina sulla devoluzione del patrimonio della cooperativa, le Bcc coinvolte in un'operazione di fusione e trasformazione possono conferire l'azienda bancaria a una Spa autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, purché al 31 dicembre 2015 il patrimonio netto fosse superiore a 200 milioni di euro. All'atto del conferimento, la Bcc deve versare allo Stato il 20 per cento del proprio patrimonio netto. Per effetto delle modifiche, le riserve indivisibili riconducibili alla Bcc, al netto di quanto versato allo Stato, restano nella società cooperativa conferente, che acquisisce la partecipazione nella società bancaria conferitaria.

In sintesi, si prevede che l'esercizio dell'attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo sia consentito solo agli istituti appartenenti a un gruppo bancario cooperativo; parallelamente vengono innalzati i limiti al numero minimo di soci (500) e al valore nominale della partecipazione detenibile da ciascun socio (100mila euro) in una Bcc. Si stabilisce, inoltre, che la Bcc esclusa da un gruppo bancario cooperativo possa continuare l'attività bancaria solo a seguito di un'autorizzazione della Banca d'Italia e trasformazione in Spa.

Il provvedimento prevede poi misure volte a definire un meccanismo per smaltire i crediti in sofferenza presenti nei bilanci di banche e intermediari, da attuare mediante la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza - Gacs). In estrema sintesi, oggetto della garanzia dello Stato sono solo le cartolarizzazioni cosiddette senior, ossia quelle considerate più sicure in quanto sopportano per ultime le perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. Non si procede al rimborso dei titoli più rischiosi se prima non sono integralmente rimborsate le tranches di titoli coperte dalla garanzie di Stato. Le garanzie possono essere chieste dalle società che cartolarizzano e cedono i crediti in sofferenza, a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro, calcolata come percentuale annua sull'ammontare garantito. Il prezzo della garanzia è di mercato, come anche ribadito dalla Commissione europea al fine di non dar vita ad aiuti di Stato.

Si prevede che il prezzo della garanzia sia crescente nel tempo, allo scopo di tener conto dei maggiori rischi connessi a una maggiore durata dei titoli e di introdurre nel meccanismo un incentivo a recuperare velocemente i crediti. Al fine del rilascio della garanzia, i titoli devono avere preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all'investment grade da un'agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla Bce secondo i criteri che le agenzie stesse sono tenute ad osservare.

Nel corso dell'esame in commissione Finanze sono state inserite norme che modificano le vigenti disposizioni in tema di interessi prodotti nelle operazioni relative all'attività bancaria, al fine di vietare il meccanismo di capitalizzazione degli interessi, cioè l'anatocismo. Si chiarisce che la periodicità nel conteggio degli interessi non può essere inferiore a un anno (divieto di capitalizzazione infrannuale degli interessi); gli interessi debitori maturati, compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.

 

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