Martedì 24 Maggio 2016 - 12:30

Auto, Rifkin: Giovani non la vogliono più, futuro è car sharing

Secondo l'economista l'Italia potrà essere "leader della terza rivoluzione industriale"

Auto, Rifkin: Giovani non la vogliono più, futuro è car sharing

"Sono ottimista, perché i giovani non vogliono più avere la macchina, vogliono avere accesso al car sharing usando lo smartphone. Bastano dieci minuti per trovare una macchina adatta con lo smartphone. Costa meno che possederne una, perché bisogna avere la macchina se si può avere questo? Ci sarà un nuovo tipo di modalità nei prossimi 30 anni. Per ogni macchina condivisa eliminiamo 15 macchine dalla produzione. Questo significa la fine della catena di montaggio". Lo ha detto Jeremy Rifkin, economista stsatunitense noto per i suoi numerosi libri sul futuro del cambiamento tecnologico, intervendno al forum della Pubblica amministrazione al Palazzo dei congressi di Roma.

GIOVANI PIU' CONSAPEVOLI. "Sono nato in un mondo in cui si pensava che ogni individuo fosse cittadino della propria nazione e fosse autonomo e autosufficiente. Le nostre nazioni erano sovrane, competevano tra loro e raccoglievano milioni di individui che dovevano competere a loro volta tra loro per accedere a risorse scarse. Oggi il modello è cambiato. La cooperazione e la condivisione sono la chiave del futuro. Chi può dire come affrontare i cambiamenti climatici col vecchio modello? Ma sono fiducioso perché i giovani, sia in Italia che nel resto del mondo, hanno consapevolezza della biosfera, della impronta ecologica dei loro comportamenti e conncepiscono il potere come orizzontale, laterale, non come verticale".

CONDIVISIONE CONTRO CAPITALISMO. "Stiamo assistendo all'affermazione dell'economia della condivisione e alla battaglia tra il genitore, il capitalismo, e il figlio, questa economia della condivisione", ha sottolineato Jeremy Rifkin. "I mezzi tecnologici - ha spiegato - creano già oggi tutta una serie di valori che hanno un costo marginale zero. Abbiamo tre miliardi di persone che sono prosumatori, producono e poi condividono e consumano. Non entra nel Pil questo ma la qualità della vita aumenta. I giovani possono registrare la musica con la qualità di uno studio e metterla in condivisione. Abbiamo milioni di persone che condividono foto, notizie. Milioni di persone contribuiscono a Wikipedia, che può essere più precisa dell'eciclopedia britannica grazie al contributo delle masse. Milioni di studenti studiano su internet con costi marginali zero, senza tasse universitarie. L'industria della musica è fallita ma abbiamo tante nuove aziende e piattaforme che creano collegamenti". Rifkin ha proseguito: "Pensavamo che questo non potesse arrivare al mondo fisico. Invece sta arrivando all'energia. Già oggi il 32% dell'elettricità prodotta in Germania arriva dall'eolico". Con nuove reti diffuse di trasmissione dell'energia, ritiene l'economista, sarà possibile arrivare a costi marginali zero anche in questo settore dando vita alla terza rivoluzione industriale.

TERZA RIVOLUZIONE.  "In Italia c'è tantissima creatività, perciò l'Italia dovrebbe essere leader nella terza rivoluzione industriale. Dovete creare una nuova narrativa, abbandonare la vecchia mentalità e andare verso il nuovo mondo. Dimostriamo al resto del mondo cosa è possibile fare in Italia già da domani", ha precisato Rifkin. 

MEMORANDUM PER JUNKCKER. "Ho preparato un memorandum per Juncker, gli ho detto che dobbiamo cambiare le priorità. Vanno cambiate soprattutto le priorità per gli investimenti. Nel 2012 in Europa sono stati 741 miliardi di euro per le infrastrutture. Il problema è come vengono spesi i soldi: se per riparare le vecchie infrastrutture o per realizzarne di nuove. Sappiamo che la produttività del tradizionale tipo di industria ha raggiunto il picco vent'anni fa. Oggi dobbiamo creare infrastrutture di condivisione che consentano di raggiungere costi marginali zero. Il costo marginale uguale a zero è l'unico modello di business che ci può consentire di affrontare i cambiamenti climatici rivoluzionando il mercato dell'energia"

COSTI RINNOVABILI. "Quando io ero bambino i computer costavano milioni di dollari e il presidente dell'Ibm disse che sarebbero bastati sette computer per fare fronte alle esigenze del mondo. Invece sono arrivati i microprocessori e da allora i costi sono dimezzati ogni due anni. Anche all'energia da fonti rinnovabili succederà lo stesso. L'ecolico alla fine degli anni Settanta costava 78 dollari al kilowattora. Oggi costa 50 cent al kw. Il costo va giù come quello dei computer. Tra vent'anni avremo pitture che potranno convertire la luce in elettricità". 

Jeremy Rifkin ha proseguito: "In Germania stanno lavorando a una nuova rete e quando le aziende tedesche possono essere collegate a questa nuova rete sarà possibile produrre energia a costi marginali zero. Le società dell'energia stanno comprando contratti a vent'anni eolici e fotovoltaici a un costo bassissimo. L'università di Berkeley ha annunciato che varranno tra 2,3 e 2,5 centesimi di dollaro per kilowattora".

"In Italia - ha continuato - avete tante cooperative, non ci sono ancora cooperative energetiche ma questo sarà il prossimo passo. Ognuno diventarà produttore di elettricità. Bisognerà risolvere il problema del crollo dell'industria dell'energia del petrolio e dei fossili. Verranno su tantissime imprese nuove e le grandi vecchie crolleranno. Le grandi dovranno cambiare modello di business o falliranno. La tedesca E.On ha venduto la divisione combustibili fossili e nucleare ed è entrata nell'internet delle cose. Guadagnano dai risparmi energetici degli elettrodomestici intelligenti".

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