Sabato 14 Ottobre 2017 - 16:00

Austria, exit poll: i conservatori di Kurz in testa, secondi i socialdemocratici dell'Spö

Sorpassata l'ultradestra di Strache

Austria, elezioni legislative per il rinnovo del parlamento

Chiuse le urne in Austria. Secondo quanto emerge dalle proiezioni aggiornate realizzate da Sora per l'emittente Orf, il partito socialdemocratico austriaco Spö, del cancelliere uscente Christian Kern, sorpassa la formazione di estrema destra Fpö, di Heinz-Christian Strache, e si attesta al secondo posto dopo il partito conservatore Övp guidato dal 31enne Sebastian Kurz. Il partito di Kurz resta dunque in testa, con il 31,5% dei voti; a seguire Spö con il 27,1% e l'Fpö al 25,9%. Le proiezioni sono basate sul conteggio di circa il 53% dei voti.

I seggi si sono aperti alle 6.30, ora locale. Sono 6,4 milioni gli elettori sono chiamati alle urne per eleggere 183 deputati e rinnovare il parlamento. Un voto che, preceduto dalla rottura della coalizione di governo composta da socialdemocratici e centro-destra, potrebbe aprire le porte del governo all'estrema destra ultranazionalista.

Fino a pochi mesi fa il partito Fpö di Heinz-Christian Strache, di estrema destra ed euroscettico, era in testa nelle intenzioni di voto in tutti i sondaggi: il suo discorso xenofobo era favorito dai timori sollevati dall'arrivo di decine di migliaia di migranti giunti fra il 2015 e il 2016. Ma a maggio scorso il ministro degli Esteri, il conservatore Sebastian Kurz, si è fatto largo spingendo l'Fpö al secondo posto dopo avere assunto la guida del democristiano Partito popolare Övp e dichiarando la fine dell'alleanza con i socialdemocratici dell'Spö del cancelliere federale Christian Kern.

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A 31 anni, Kurz era già il politico più popolare in Austria grazie alla sua difesa di misure restrittive contro l'immigrazione. Virando drasticamente a destra ha riformato l'Övp presentandolo come un movimento nuovo, dallo stile diverso rispetto a quello dei suoi predecessori ma con il pieno appoggio delle principali figure della formazione politica. "Il 15 ottobre è la nostra opportunità di cambiamento", ha dichiarato venerdì il ministro degli Esteri nel suo ultimo evento di campagna elettorale, dopo avere promesso di porre fine ad "abuso e immigrazione nel sistema sociale".

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Kurz non nasconde le grandi somiglianze delle sue proposte con quelle degli ultranazionalisti. Si vanta di avere promosso il divieto del burqa in Austria, nonché la chiusura della cosiddetta 'rotta dei Balcani' per i rifugiati. "Il successo di Kurz è quello di una strategia basata sulla creazione di una versione smorzata dell'Fpö", spiega a Efe l'analista politico Anton Pelinka. Tanto che in uno dei dibattiti tv di questa settimana fra Strache e Kurz c'è stata una competizione per chi dei due abbia migliori relazioni con il controverso premier ungherese, il conservatore Viktor Orban: un confronto che ha chiarito a tutti che i due non avrebbero problemi a governare insieme.

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Strache, dal canto suo, si è sforzato di allontanarsi dal tono filo-nazista del suo partito, fondato da ex nazionalsocialisti, e nelle ultime settimane ha modificato la sua retorica furiosa contro la classe politica passando a un discorso più moderato, chiaramente con il desiderio di fornire un'immagine più adeguata a quella di uno statista. Parte della sua strategia per attirare voti consiste nell'avvertire del rischio di una nuova edizione della coalizione fra popolari e socialdemocratici, cosciente del fatto che i cittadini sono stanchi dei costanti scontri fra questi due partiti tradizionali che dominano la scena politica austriaca dal 1945. Tutto sembra però indicare che la cosiddetta 'Grande coalizione' ha perso molto dell'appoggio della popolazione e gli osservatori politici stimano poco probabile una sua riedizione.

Le relazioni fra Spö e Övp sono peggiorate ancora di più durante la campagna elettorale, attraversata da scandali con informazioni false emerse su internet e reciproche accuse di spionaggio. Inoltre il cancelliere Kern ha promesso che, se domani non vincerà, porterà i socialdemocratici all'opposizione. Dal momento che gli altri partiti otterrebbero percentuali troppo basse per diventare appetibili alleati di governo, esiste una possibilità reale che l'estrema destra possa entrare in un eventuale futuro governo guidato da Kurz. Anche se molti credono che alla fine i socialdemocratici potrebbero tornare sui loro passi. Gli oltre 6,4 milioni di cittadini chiamati alle urne domani per eleggere i 183 deputati del Parlamento possono scegliere in totale fra 10 partiti, ma i sondaggi ritengono che solo sei passeranno la soglia di sbarramento del 4% necessaria per entrare nell'emiciclo. Si tratta - oltre a socialdemocratici, popolari e ultranazionalisti - della formazione liberale Neos, di quella ecologista Verdi e di quella di sinistra Lista Pilz, che secondo i sondaggi si attestano fra il 5 e il 7% ciascuna.

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