Venerdì 03 Novembre 2017 - 08:15

Attentato New York, l'Isis rivendica: "Opera del Califfato"

Trovati video e migliaia di immagini di propaganda dell'Isis nel cellulare dell'attentatore

Attentato New York: il veicolo di Sayfullo Saipov

Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità per l'attentato avvenuto a New York martedì, nel quale sono morte otto persone. Lo ha fatto tramite la sua pubblicazione Al-Naba dicendo che "l'attacco è dei soldati del califfato".

La rivendicazione ha scatenato l'ira del presidente Donald Trump che su Twitter ha scritto: "L'Isis ha appena rivendicato che il Degenerato Animale che ha ucciso, e gravemente ferito, persone meravigliose nel West Side, fosse 'un loro soldato'. Sulla base di questo, l'esercito ha colpito 'più duramente' negli ultimi due giorni. Pagheranno un alto prezzo per ogni attacco contro di noi!".

L'attentatore, Sayfullo Saipov, un uzbeko di 29 anni residente a Tampa, ha ammesso di essere stato ispirato dai video dell'Isis, di aver atteso Halloween per l'attacco per trovare più persone sulla strada e di aver programmato di procedere verso il ponte di Brooklyn per colpire più pedoni. Nel telefono di Saipov gli investigatori dell'Fbi hanno trovato migliaia di immagini e quasi 100 video di propaganda dello Stato islamico.

Gli agenti hanno trovato 3.800 immagini, molte delle quali raffiguravano il simbolo dell'Isis e il leader Abu Bakr al-Baghdadi. In una fotografia viene mostrato un membro dell'Isis in piedi accanto a un cadavere. Sul cellulare sono stati trovati inoltre circa 90 video: tra gli altri ce n'è uno che mostra miliziani dell'Isis che schiacchiano un prigioniero con un mezzo blindato, ma anche scene di decapitazione e fucilazione. Un altro video, infine, forniva istruzioni su come costruire una bomba fatta in casa.

Gli investigatori dell'Fbi hanno individuato anche un secondo uomo di nazionalità uzbeka, Mukhammadzoir Kadirov, 32 anni, considerato collegato all'attentato.

Il presidente americano Donald Trump ha chiesto la pena di morte per l'attentatore e ha poi promesso di metter fine alla lotteria per la Carta verde, dopo che è emerso che Saipov grazie a quel programma nel 2010 era entrato negli Stati Uniti.

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