Giovedì 28 Dicembre 2017 - 08:45

Attacco kamikaze in una scuola coranica a Kabul: almeno 40 morti, 30 i feriti

Tra le vittime ci sarebbero degli studenti. Nello stesso edificio c'è anche la sede dell'agenzia di stampa afghana Afghan Voice

Afghanistan, attacco a Kabul

È di 41 morti e 84 feriti il bilancio dell'attacco kamikaze avvenuto a Kabul, dove un attentatore si è fatto esplodere in un centro culturale della minoranza sciita mentre era in corso un seminario. L'attentato, rivendicato dallo Stato islamico tramite la sua agenzia di stampa Amaq, costituisce l'apice di un 2017 di sangue nella capitale dell'Afghanistan.

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Il centro culturale colpito, il Tabian Social and Cultural Centre, ospita una madrasa, cioè una scuola coranica, nonché una moschea e gli uffici dell'agenzia di stampa afghana Sada-e-Afghan, che in dari vuol dire 'La voce afghana'. Al momento dell'attacco si stava tenendo un dibattito sull'anniversario dell'invasione sovietica dell'Afghanistan e sull'occupazione sovietica del Paese, durata da dicembre del 1979 a febbraio del 1989.

Dopo la prima esplosione, spiega la polizia, ci sono stati altri due scoppi provocati da ordigni artigianali saltati in aria vicino all'entrata principale dell'edificio. Il ministero della Sanità afghano ha fatto sapere che fra i 41 morti ci sono due bambini e che la maggior parte degli 84 feriti ha riportato gravi bruciature; alcuni dei feriti sono in condizioni critiche. "La maggior parte delle vittime nell'attacco di oggi erano giovani studenti e universitari", ha spiegato in conferenza stampa il portavoce del ministero dell'Interno, Najib Danish. "Ci vendicheremo con i terroristi per ogni goccia di sangue dei morti e dei feriti", ha aggiunto.

Il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha condannato l'attentato definendolo un "crimine contro l'umanità" contrario a tutti i "valori e principi islamici e umani". Nella rivendicazione dell'attacco, l'Isis sostiene che il centro culturale riceva l'appoggio dell'Iran e sia uno dei più grandi centri dello sciismo in Afghanistan che manda giovani in Iran per formazione accademica. Mentre poco prima della rivendicazione il portavoce dei talebani, Zabihulah Mujahid, aveva chiarito che il suo gruppo non aveva niente a che fare con l'accaduto. Stato islamico in Khorasan, questo il nome della branca locale dell'Isis in Afghanistan, comparsa per la prima volta nell'est del Paese nel 2015, ha rivendicato recentemente diversi attacchi contro gli sciiti. Nel 2017 Kabul è stata teatro di gravi attacchi.

Un mese fa almeno 17 persone sono morte e 18 sono rimaste ferite in un attacco kamikaze all'ingresso di un hotel nella zona nordovest della città. A fine maggio è avvenuto poi il peggior attentato nel paese dal 2001, quando un camion carico di esplosivi ha provocato 150 morti e oltre 300 feriti.

L'ultimo attacco contro la minoranza sciita risaliva invece a ottobre, quando 39 persone sono morte e 45 sono rimaste ferite in un attentato contro una moschea di Kabul rivendicato dall'Isis. Secondo i dati dell'ispettore generale per la ricostruzione dell'Afghanistan, del Congresso Usa, da quando a gennaio del 2015 è terminata la missione di combattimento della Nato Kabul ha perso sempre più terreno rispetto ai talebani, fino a controllare appena il 57% del Paese.

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