Giovedì 24 Marzo 2016 - 14:00

Bruxelles, Salah progettava un altro attacco. In città scende a 3 il livello di allerta

Via libera al decalogo Ue anti-terrorismo: più intelligence e controlli a 48 ore dagli attacchi

Bruxelles sotto attacco: kamikaze in aeroporto e bombe nel metrò

 In una dichiarazione congiunta i ministri europei della Giustizia e dell'Interno al termine dell'odierno vertice svoltosi a Bruxelles a 48 ore dagli attacchi di martedì, hanno stilato un decalogo delle iniziative che possono essere intraprese nella lotta al terrorismo. Alla riunione, per l'Italia, hanno partecipato Angelino Alfano e Andrea Orlando. Tale decalogo, spiega la nota, nasce dopo aver sentito dalle autorità belghe il modo in cui si trovano ad affrontare questa crisi, ma anche dopo aver appreso di schemi ricorrenti negli attacchi terroristici e nelle reti di supporto (SCHEDA)

 

SALAH PIANIFICAVA ALTRI ATTACCHI. Salah Abdeslam stava pianificando una sparatoria e un attacco kamikaze a Bruxelles simili a quelli di Parigi il 13 novembre scorso. Lo riporta l'emittente belga Vrt spiegando che secondo gli inquirenti Abdeslam, arrestato venerdì scorso a Bruxelles, insieme ad altri due uomini (uno dei quali fermato insieme a Salah) prevedevano di usare fucili d'assalto e pistole antisommossa per causare una strage. Altri jihadisti dovevano invece farsi esplodere.
 

 

NUOVE OPERAZIONI. Nuove operazioni della polizia sono state avviate nella zona della Chaussee d'Ixelles, area commerciale nel centro di Bruxelles, mentre un testimone ha parlato di un fermo questa mattina. Stando a quanto riferito dall'agenzia Belga, le forze di sicurezza hanno evacuato la zona, istituendo un perimetro di sicurezza e dispiegando un ingente numero di agenti. Un testimone citato dall'agenzia ha detto che intorno alle 10 di questa mattina un uomo è stato fermato e la sua automobile, un mezzo di alta gamma, è stata sequestrata dalla polizia.

KHALID LEGATO AD ATTACCHI PARIGI. I procuratori belgi hanno confermato di aver emesso l'11 dicembre scorso un mandato di arresto internazionale per Khalid El Bakraoui, uno dei due fratelli che si sono fatti esplodere negli attentati di Bruxelles, perché ricercato in relazione agli attacchi di Parigi. Era in precedenza sospettato di aver usato una falsa identità per affittare una proprietà nella città belga di Charleroi, usata come covo dagli attentatori. Informazioni su di lui e la sua fotografia appaiono in una lista di persone ricercate sul sito web dell'Interpol.

ORLANDO: SERVE COORDINAMENTO.  "Non ci sono soluzioni salvifiche, non ci sono bacchette magiche". Così Andrea Orlando, ministro della Giustizia, arrivando a Bruxelles per il vertice straordinario sulla sicurezza dopo le stragi di martedì, a chi gli chiede quale possa essere la soluzione per evitare nuovi attentati. Per evitare il ripetersi di tali eventi, "c'è solo la possibilità di mettere insieme le informazioni - spiega Orlando - perché la singola informazione vista da un'autorità isolata può non voler dire niente, messa dentro un contesto adeguato può svelare una rete, questa è l'unica cosa che possiamo fare". Orlando poi ricorda come in Italia "veniamo da un'esperienza traumatica, quella del terrorismo, e poi da quella della malavita organizzata, con una deriva stragista, ed abbiamo tristemente verificato come l'unico strumento efficace è il coordinamento. Non ci sono interventi risolutivi, ci sono interventi preventivi". 

SISTEMA NUCLEARE. Gli attentatori di Bruxelles puntavano al sistema nucleare belga. Lo afferma il quotidiano belga La Derniere Heure, sottolineando che il fatto che la cellula all'origine degli attacchi sia stata costretta ad accelerare le sue azioni e che ciò l'abbia spinta anche "a cambiare i propri obiettivi iniziali". La testata afferma che i due fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui (che si sono fatti esplodere, il primo in aeroporto e il secondo nella metro) avessero recuperato una telecamera che era stata nascosta davanti alla casa del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare, podo tempo dopo gli attacchi di Parigi.

La registrazione sarebbe stata sequestrata a dicembre scorso a casa di uno dei sospetti degli attacchi del 13 novembre, Mohamed Bakkali. In una decina di ore si vedevano i movimenti del capo del nucleare. La scoperta avrebbe spinto, il 17 febbraio scorso, al dispiegamento di 140 militari intorno alle centrali nucleari per garantirne la sicurezza.

RICERCATO ACCOMPAGNAVA KAMIKAZE IN METRO. Un secondo uomo è ricercato in relazione agli attentati di Bruxelles: si sarebbe trovato nella metropolitana con il kamikaze Khalid El Bakraoui. A mostrarlo sono i video delle telecamere di sicurezza, ha riferito l'emittente belga Rtbf citando "proprie informazioni". Il sospettato portava con sé una borsa voluminosa e la sua identità non è nota. Non è chiaro neppure, spiega la testata, se sia morto nell'esplosione o se sia in fuga.

DIFFUSO IDENTIKIT SOSPETTATO. E' stato diffuso sui media belgi l'identikit tracciato al computer del secondo attentatore che avrebbe agito nella metropolitana di Bruxelles, dove mertedì si è fatto esplodere Khalid El Bakraoui. Nell'immagine si vede un volto magro e giovane, con le guance scavate e le sopracciglia molto marcate. L'identikit è tratto dalle riprese delle telecamere di sorveglianza, che mostrano l'uomo in possesso di una borsa voluminosa. La sua identità non è nota e non è chiaro se sia in fuga o se sia morto nell'attacco.

L'identikit del secondo sospettato

Oltre a quella del kamikaze della metro, sono note le identità del fratello Ibrahim El Bakraoui, che si è fatto esplodere all'aeroporto Zaventem, e di Najim Laachraoui, anch'egli all'aeroporto. Un altro uomo è ricercato per aver partecipato all'attacco allo scalo aereo, la cui identità non è nota. Intanto, Salah dal carcere chiede di essere estradato in Francia.

 

 

L'UOMO COL CAPPELLO. Uno degli attentatori dell'aeroporto Zaventem di Bruxelles, quello con il cappello che è ancora ricercato, durante il viaggio in taxi verso lo scalo parlò degli americani e di quanto fosse in disaccordo con alcune loro politiche. Lo ha riferito il giornale belga La Derniere Heure, raccontando che il tassista è stato coinvolto nella conversazione. Gli altri due uomini, che si sono poi fatti esplodere, erano invece molto silenziosi. Il tassista ha anche raccontato che nell'abitacolo dell'auto ha sentito odore di ammoniaca, ma non ha dato peso alla cosa. Dopo aver lasciato i tre uomini all'aeroporto e aver in seguito sentito delle esplosioni, è andato alla polizia. Qui ha raccontato dei tre pacchi caricati nell'auto, informazione che ha permesso di trovare la terza bomba inesplosa nell'aeroporto.

 

COVO SEGNALATO. Secondo il sindaco di Schaarbeek, l'appartamento che era covo degli attentatori era stato segnalato alla polizia da un vicino, che aveva raccontato di vicini "strani". Nell'appartamento, raggiunto subito dopo gli attacchi grazie alle informazioni del tassista che ha trasportato tre sospettati all'aeroporto, sono stati trovati detonatori, una valigia piena di chiodi, centinaia di litri di prodotti chimici. Parlando a Radio 1, ha riferito La Derniere Heure, il sindaco Bernard Clerfayt ha raccontato che un residente aveva segnalato i nuovi vicini di casa all'agente di quartiere. Clerfayt ha anche detto che l'appartamento era stato venduto di recente e da circa tre settimane era abitato da persone "di passaggio".

Bruxelles sotto attacco, il ricercato col cappello

PARENTI PATRICIA RIZZO: LA STIAMO ANCORA CERCANDO. Continuano intanto le ricerche di Patricia Rizzo, l'italiana dispersa dopo gli attentati a Bruxelles. "Sono ore molto impegnative per noi. Stiamo ancora cercando Patricia, questo è il nostro impegno. Ma non ci sono aggiornamenti, se li avremo li forniremo a tutti". A parlare è Massimo Leonora, cugino di Patricia. La donna, funzionaria dell'Ercea, lunedì si era recata al lavoro come sempre in metropolitana.

 

Ieri Najim Laachraoui, uno degli attentatori responsabili del doppio attacco di ieri che ha scosso il Belgio e il mondo intero provocando 31 morti, e che risulta ancora ricercato, è stato identificato tramite il suo dna come il secondo kamikaze che si è fatto esplodere all'aeroporto di Zaventem. A riportarlo l'emittente francese Rtbf. Laachraoui, ritenuto l'artificiere degli attentati del 13 novembre a Parigi, non sarebbe quindi il terrorista ancora in fuga, che appare nelle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto con indosso un cappello nero e una giacca bianca. 

Due dei tre kamikaze che si sono fatti esplodere martedì a Bruxelles sono stati identificati: si tratta dei fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui. Khalid è l'attentatore suicida della stazione di Maelbeek, mentre il fratello Ibrahim (al centro nell'immagine ricavata dalle telecameere) è uno dei due kamikaze che si è fatto esplodere all'aeroporto di Zaventem (LEGGI LA SCHEDA, chi sono i kamikaze).

Intanto Erdogan ha fatto sapere che le autorità turche avevano arrestato ed estradato in Belgio lo scorso giugno uno dei jihadisti belgi coinvolti negli attacchi: secondo quanto annunciato dal presidente turco, si tratta proprio di Ibrahim Bakraoui. Secondo Tf1, inoltre, i fratelli kamikaze Khalid e Ibrahim Bakraoui volevano vendicare l'arresto di Salah Abdeslam, avvenuto il 18 marzo scorso. Ad affermarlo gli stessi uomini in un testamento audio trovato all'interno di un pc. 

LEGGI IL REPORTAGE DEL NOSTRO INVIATO Viaggio nel quartiere di Salah: chiuso locale vicino al covo

Martedì mattina le due esplosioni all'aeroporto Zaventem e una terza alla fermata della metropolitana di Maelbeek a Bruxelles. Oltre a 31 morti - il bilancio però non è ancora definitivo - si contano circa 260 feriti. Tra le vittime potrebbe esserci una donna italiana. Patricia Rizzo, funzionaria della Commissione Ue, risulta dispersa da ieri mattina. Questa mattina i ministri dell'Interno europei si riuniranno in un Consiglio straordinario per coordinare la risposta europea agli attacchi.

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