Sabato 17 Febbraio 2018 - 10:15

Asti, due agenti penitenziari presi a sgabellate. Il Sindacato: "Infiniti gli episodi di violenza"

Il segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) ha denunciato l'episodio

Il Presidente della Camera Laura Boldrini visita il carcere di Milano Bollate

Due agenti penitenziari sono stati aggrediti durante il servizio nel carcere di alta sicurezza di Asti. È accaduto durante la notifica dei colloqui: alcuni ergastolani avrebbero preso a sgabellate gli agenti penitenziari, che sono poi stati accompagnati al pronto soccorso dell'Ospedale di Asti per le dovute cure.

A denunciare l'episodio è il segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci. "Quanto avvenuto ad Asti - dichiara - è la riprova della riprova del fallimento dell'attuale politica penitenziaria in cui a fronte dell'incapacità dei vertici nazionali e regionali dell'amministrazione penitenziaria nel rendere concreto un servizio legato al trattamento dei soggetti reclusi assolutamente non disgiunto dalla sicurezza delle infrastrutture penitenziarie a farne le spese restano quei poliziotti penitenziari che continuano indefessamente a sacrificare la propria vita al servizio della legalità e della collettività". "Peraltro, mai come in quest'ultimo periodo - aggiunge - oltre agli infiniti episodi di violenza nel distretto penitenziario del Piemonte si è dovuta constatare l'inconsistente azione di un Provveditore Regionale dell'amministrazione che permane nella mera osservazione di eventi di indescrivibile gravità sia per la sicurezza e sia per le incolumità fisiche interne agli istituti penitenziarie nonché per le condizioni di vivibilità della collettività legate al reingresso nella società di detenuti assolutamente non recuperati, senza assumere qualsivoglia debita iniziativa. Alla politica quindi le decisioni rispetto ad una dirigenza penitenziaria che non appare da tempo in grado di assolvere ai propri obblighi istituzionali nonché la richiesta di riconoscimento della professionalità e dell'abnegazione espresse dai poliziotti penitenziari, pochi, mal retribuiti e persino malvestiti".

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