Mercoledì 20 Luglio 2016 - 08:15

Asti, arrestati medici e infermieri dell'ospedale Massaja

Otto decreti di perquisizione da parte dei Nas di Alessandria

Asti, arrestati medici e infermieri dell'ospedale Massaja

Dalle prime ore di oggi è in corso l'esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare e di otto decreti di perquisizione da parte dei Nas di Alessandria, con la collaborazione dei militari del Comando Provinciale Carabinieri  di Asti a carico di medici ed infermieri dell'ospedale civile Cardinal Massaja di Asti. 

 L'indagine, avviata nel mese di novembre, si inserisce nelle attività istituzionali della Specialità svolte nell'ambito dell'esercizio dei compiti di vigilanza e  repressione delle attività illecite in materia sanitaria. L'attività investigativa vede coinvolti medici e infermieri dell'Ospedale Civile, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di peculato, furto aggravato e truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, commessi all'interno della unità operativa di Otorino Laringoiatria, per un danno al momento quantificato in circa 10mila euro.
Sono stati puntualmente riscontrati diffusi e reiterati furti di materiale sanitario tra cui strumenti chirurgici, dispositivi medici e specialità medicinali ad uso esclusivo ospedaliero che, successivamente, venivano impiegati presso gli studi medici privati dei professionisti coinvolti, l'utilizzo illecito e per fini privati di ambulatori di proprietà dell'ente pubblico nonchè l'indebita riscossione di denaro per i pagamenti delle visite ambulatoriali.

SAITTA: INDIGNATO E SCONCERTATO.  "Ho appreso questa mattina delle indagini che coinvolgono 4 medici ed 1 infermiere dell'ospedale di Asti. Sono indignato e sconcertato nel vedere come operatori sanitari possano commettere gravi reati (truffa e peculato) e approfittarsi della sanità pubblica". Così in una nota l'assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, commenta la notizia sulle indagini dei Carabinieri del Nas all'ospedale di Asti che hanno portato all'arresto di cinque persone. "Appropriarsi di beni dell'ospedale a fini privati vuol dire recare un danno ai pazienti, alle casse della Regione e a tutti i medici, infermieri ed operatori che nelle nostre strutture sanitarie lavorano non solo in modo corretto e trasparente, ma con dedizione, passione e sacrificio - continua - Attendiamo lo sviluppo delle indagini e gli esiti processuali, ma voglio ringraziare la direttrice Ida Grossi e i suoi collaboratori che hanno reso possibile l'azione delle forze dell'ordine. Nella sanità pubblica ci deve essere posto solo per pulizia e trasparenza, non per gli approfittatori che non distinguono tra il pubblico e il privato".
 

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