Mercoledì 23 Marzo 2016 - 12:45

Assalti a banche e negozi del Nord con carro attrezzi: 10 arresti

Danni da milioni di euro, tra gli arrestati 4 minori

Assalti a banche e negozi del Nord con carro attrezzi: 10 arresti

Dieci persone di etnia sinti sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Milano in campi nomadi di Lombardia e Piemonte. La banda era specializzata in 'spaccate': gli arrestati utilizzavano automobili o dei carro attrezzi come 'arieti' per assaltare esercizi commerciali e banche, al cui interno irrompevano sfondando le vetrine e rubando le casse continue o i bancomat. I raid erano iniziati la scorsa estate, almeno dieci i negozi e gli istituti di credito distrutti.

Il tratto distintivo della banda era devastare i luoghi in cui mettevano in atto un colpo; mentre i bottini erano spesso dal valore anche esiguo, di poche centinaia di euro, interi esercizi commerciali e banche venivano ridotti in macerie, sfondando le vetrine con i veicoli e distruggendo gli arredi. I danni quantificati alle strutture sono di milioni di euro. I furti più consistenti non hanno coinvolto solo banche, negozi di abbigliamento o gioiellerie, ma anche concessionari di automobili. Le città più colpite sono state Milano, Torino e Chieri, nel torinese

L'operazione messa in atto dai carabinieri si chiama 'Ariete', e nasce ad ottobre 2015 da un'indagine del nucleo investigativo di Monza, coordinata dai carabinieri dal comando provinciale di Milano. Gli arresti sono stati effettuati nel campo nomadi di Corbetta, nell'hinterland milanese, a Torino città e in provincia, in particolare a Chieri e Poirino. Si tratta di accampamenti di piccole dimensioni, in cui vivono poche famiglie unite da legami di parentela. Almeno dalla scorsa estate il gruppo avrebbe agito in negozi d'abbigliamento, compro oro, concessionarie di auto, carrozzerie, bar e banche, del milanese a Marcallo con Casone, Magenta, Inveruno, Busto Garolfo, Mesero, Buscate, Cisliano e Corbetta, della provincia di Varese a Olgiate Olona, Marnate e Busto Arsizio, e del torinese.

Sono 11 i furti contestati ai danni di attività commerciali, 6 a istituti bancari. Oltre 200mila euro il denaro rubato; la banda sradicava materialmente gli sportelli bancomat e nei bar portava via le slot machine. A oggi non è ancora stato ricostruito il canale di rivendita della merce rubata: vestiti, accessori d'abbigliamento, oro e gioielli, ricambi per vetture e automobili. 

A volte la banda agiva a volto coperto, indossando delle maschere, come in un compro oro di Corbetta. A Moncalieri (Torino), invece, nell'autunno scorso tre membri del gruppo criminale aveva speronato l'auto dei carabinieri che avevano intimato l'alt. Nella fuga diversi veicoli parcheggiati in pieno centro cittadino erano rimasti coinvolti.

Gli arrestati si trovano ora al carcere milanese San Vittore e a Le Vallette di Torino. All'apice dell'organizzazione c'erano tre giovani: un 19enne nato in Germania, un 33enne nato ad Albenga, in Liguria, e un 28enne di Busto Arsizio. Tra le persone finite in manette 4 sono minorenni, e 2 di loro sono già sottoposti a misure cautelari per reati precedenti, sempre inerenti ai furti. Nonostante la giovane età, tra i 16 e i 17 anni, la loro capacità criminale era pari a quella degli arrestati adulti e all'interno della banda godevano della medesima stima. 

"Non è stato semplice identificare gli arrestati: vivono in campi nomadi, e parlano un particolare dialetto sinti. Inoltre cambiavano in media ogni due settimane le schede telefoniche. È stata un'indagine lunga e costante, seguita quotidianamente dai carabinieri", come spiega Rosaria Stagnario, sostituto procuratore di Busto Arsizio.

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