Venerdì 15 Settembre 2017 - 13:30

"Arriviamo a Renzi", scontro politico sull'inchiesta Consip

La Procura di Roma esaminerà le carte in cui la pm di Modena Musti ha raccontato al Cms le pressioni degli inquirenti (Scafarto e Ultimo) per colpire l'ex premier

Perquisizione nella sede della Consip

La procura di Roma esaminerà all'inizio della prossima settimana i documenti inviati dal Consiglio superiore della magistratura sul caso Consip che contengono il verbale dell'audizione della procuratrice di Modena Lucia Musti, e fanno riferimento ad alcuni degli indagati al centro dell'inchiesta. In particolare, si tratta dei colloqui e delle telefonate che la dottoressa Musti ha riferito di aver avuto con il capitano del Noe Giampaolo Scafarto e del colonnello Ultimo (al secolo Sergio De Caprio) che le avrebbero detto frasi di questo genere:

"Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi"

  In quella sede i responsabili del procedimento si riuniranno per decidere se inserire i materiali, arrivati ieri via pec, in uno dei fascicoli già aperti sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione o farne un'indagine separata. Sulla questione, ovviamente, si è aperto uno scontro politico durissimo e complesso: chi sta dalla parte di Renzi afferma che l'inchiesta Consip, ormai, così "indirzzata" e manipolata sul piano politico si praqticamente è autodistrutta. Dall'altra parte si dice che tutto parte dal tentativo di affossare un'inchiesta che avrebbe colpito in pieno l'ex premier, la sua famiglia e il suo entourage.

Renzi: "Fiducia nei giudici" - Nel pomeriggio, da Milano, Matteo Renzi interviene in prima persona. Da una parte attacca chi lo accusa, dall'altra ribadisce piena fiducia nei giudici e stima assoluta per i carabinieri:

"Voglio esprimere stima assoluta verso l'Arma dei carabinieri, nella quale ci sono personalità straordinarie che meritano il rispetto di tutti gli italiani, salvo casi anche recenti di cronaca. Stima e rispetto profondo per l'azione dell'intelligence italiana e per i magistrati, perché la stragrande maggioranza dei giudici italiani è fatta da persone di grande livello e servitori dello Stato cui va espressa gratitudine".

Poi Renzi affronta il tema di "Quelli che volevano usare Consip per gettare fango addosso a me". E dice: "Vedranno nei prossimi mesi questo fango ritorcersi contro, il tempo è galantuomo".

I legali del padre - Dalla parte di Renzi, ovviamente, i legali del padre, Tiziano: "Viene fuori una realtà in cui in un'indagine si punta al presidente del Consiglio, ma non perché era già indagato: si parte da altro per puntare a lui. Mi sembra una cosa inquietante. Non stento a dire che è eversiva". Sono parole di Federico Bagattini, avvocato di Tiziano Renzi. "Io parlo da cittadino. Un cittadino che legge queste cose, e non può non presumere che siano vere, come fa a non essere assalito da un senso di inquietudine?", aggiunge. Quanto a possibili risvolti per quel che riguarda il suo assistito aggiunge: "Dal punto di vista di Tiziano Renzi non cambia nulla, se non un ulteriore profilo di inattendibilità degli atti compiuti. Quello che c'è per me è gia sufficiente a richiedere l'archiviazione, a prescindere da ulteriori inattendabilità e inaffidabilità degli atti compiuti".

M5S all'attacco - E di eversione, ma in senso opposto, parlano in un documento, i deputati M5S che fanno parte della Commissione Affari Costituzionali:

"E' molto grave, ai limiti dell'eversione, quest'asse Lega-Pd contro la magistratura. Salvini, invece di gridare al complotto, (il riferimento è all'inchiesta sui bilanci truccati della Lega Nord; ndr) dovrebbe rispettare le sentenze dei giudici e chiedere scusa agli italiani per la truffa ai danni dello Stato attuata dal suo partito. Allo stesso modo Renzi e i suoi accoliti, invece di incoraggiare le toghe che indagano su Consip, per far luce sugli indagati Tiziano Renzi e Luca Lotti, si esercitano in un grave tiro al bersaglio contro gli inquirenti e le forze dell'ordine, cercando di depistare l'attenzione dalle gravi responsabilità del giglio magico nella vicenda. Non dicono una parola sulla condanna del funzionario Gasparri, che conferma l'impianto accusatorio dell'inchiesta, ma attaccano i magistrati".

La reazione del Pd - "Gli stralci di atti del Consiglio Superiore della Magistratura relativi ad una inchiesta giudiziaria in corso alla procura di Modena, pubblicati da alcuni quotidiani questa mattina, hanno dell'incredibile e, se veri, sono di una gravità inaudita. La magistratura accerterà la completa verità dei fatti e l'arma dei Carabinieri possiede tutti gli anticorpi per fare pulizia in profondità al proprio interno". Lo dichiara il Presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. "Ma quel che leggiamo oggi, e che dobbiamo collegare alle notizie sulla stupefacente falsificazione di atti giudiziari che sarebbe stata compiuta dai medesimi soggetti di cui parla la procuratrice di Modena - sottolinea - presenta aspetti di straordinaria gravità istituzionale essendo evidente l'obiettivo di colpire il presidente del Consiglio con iniziative che non voglio commentare.

Se quanto stiamo apprendendo dovesse risultare vero dovremmo concludere che negli anni passati c'è stato in Italia un vero e proprio complotto, che ha visto coinvolti organi dello Stato, volto a rovesciare istituzioni democraticamente indicate dal Parlamento della Repubblica - sottolinea Zanda - In altri tempi si sarebbe parlato di eversione, se non di peggio".

 

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