Lunedì 25 Gennaio 2016 - 11:15

Arrestato presunto foreign fighter: diffondeva video Isis

Residente nel cosentino si era recato in Turchia e l'autorità locale gli avrebbe contestato vicinanza allo Stato islamico

Arrestato presunto foreign fighter nel cosentino: diffondeva video Isis

Un uomo di 25 anni e origini marocchine è stato arrestato dalla polizia: secondo gli investigatori, che indagavano sul giovane dal luglio del 2015, si tratta di un presunto 'foreign fighter'. L'uomo, residente a Luzzi, vicino a Cosenza, è stato fermato all'alba dagli agenti della polizia: è indagato per i reati contemplati dalla nuova legislazione antiterrorismo, introdotta dalla legge n. 43 del 17 aprile 2015, con particolare riferimento alla fenomenologia dei cosiddetti 'foreign fighter'.

INDAGINI. Le indagini nei confronti del marocchino arrestato sono state coordinate dai poliziotti della Digos di Cosenza e dell'Antiterrorismo della Direzione centrale della polizia di prevenzione. Il giovane, il 10 luglio del 2015, aveva raggiunto la Turchia ma è stato fatto rientrare in Italia dopo che le autorità turche, d'intesa con gli investigatori italiani, ne hanno evidenziato la pericolosità respingendolo per motivi di 'sicurezza pubblica'. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in questura alle 11 alla presenza del questore di Cosenza, Luigi Liguori, e del coordinatore della Direzione distrettuale di Catanzaro, Giovanni Bombardieri.

IN TURCHIA. Il presunto foreign fighter era sotto osservazione da tempo. Oltre sei mesi di indagini, passate, non senza difficoltà, attraverso l'attento monitoraggio degli spostamenti fisici dell'indagato e delle sue conoscenze sulla rete. Certamente il giovane si è recato in Turchia la scorsa estate, conferma la questura di Cosenza, e proprio l'autorità turca gli avrebbe contestato un presunta vicinanza con l'Isis. Di lì anche i controlli italiani sono diventati più fitti, gli investigatori hanno passato al setaccio le conoscenze e i contatti sul web del giovane che oggi accusano di autoaddestramento con finalità di terrorismo. Un'indagine molto complessa, spiegano gli inquirenti, soprattutto per le capacità di nascondersi, anche su internet, da parte dell'indagato.

'ERO LI' SOLO A PREGARE'. "Non so nulla di terrorismo, in Turchia a luglio ci sono andato per pregare". È quanto detto, subito dopo l'arresto, dal presunto 'foreign fighter'. Secondo quanto appreso da fonti investigative, anche l'autorità turca avrebbe contestato al giovane presunti legami con appartenenti all'Isis e per questo lo avrebbe fatto rientrare in Italia respingendolo per motivi di 'sicurezza pubblica'. Ma il marocchino di 25 anni, finito in manette con l'accusa di autoaddestramento con finalità di terrorismo, avrebbe negato qualsiasi legame con l'Isis e avrebbe confermato di essersi recato il 10 luglio scorso in Turchia "solo per pregare".

DIFFUSIONE VIDEO ISIS. La polizia, ritenendo probabile che il marocchino arrestato con l'accusa di essere un foreign fighter potesse reiterare il tentativo di recarsi in territori di jihad, ha attivati alcuni servizi tecnici e attività durate oltre sei mesi. Al termine degli accertamenti sono stati accertati indicatori che hanno evidenziato una propensione dello straniero a sposare la causa dell'Isis: l'uso di piattaforme di comunicazione diverse da quelle abituali (soprattutto whatsapp); l'accanito interesse per immagini, filmati e altri contenuti propagandistici riferiti all'organizzazione terroristica dello Stato Islamico, linkati quotidianamente tramite diversi siti telematici d'area, i cui contenuti rimandano a forme di addestramento e combattimento tra soggetti incappucciati, tutti contrassegnati dall'inconfondibile brand dello Stato Islamico; la volontà di raggiungere la Turchia e successivamente il progetto di trasferirsi in Belgio; l'estremo rigore nel seguire i dettami del Corano; alcuni accorgimenti tenuti durante la navigazione in internet per evitare di ricevere virus, per evitare di essere intercettati e come operare al fine di disattivarli.
I numerosi elementi raccolti sull'indagato, pertanto, hanno costituito una solida base sulla quale integrare i diversi profili penali contemplati dalla nuova legislazione antiterrorismo, provvedimento emanato per affinare l'attività di contrasto al terrorismo internazionale con particolare riferimento alla fenomenologia dei cosiddetti foreign fighters, cioè di quei soggetti reclutati o addestrati, auto-addestratisi soprattutto in occidente, che si spostano in aree di crisi per unirsi a organizzazioni terroristiche.

Scritto da 
  • redazione web
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