Mercoledì 19 Luglio 2017 - 20:00

Arrestata in Arabia Saudita: passeggiava in minigonna

Indossava una minigonna e una maglietta corta, abiti definiti "indecenti" dalle autorità locali

E' stata arrestata e poi rilasciata senza essere incriminata la donna apparsa in un video girato in Arabia Saudita, in cui indossava una minigonna e una maglietta corta, abiti definiti "indecenti" dalle autorità locali. Il caso ha causato polemiche dentro e fuori il Regno, noto per la dura repressione dei diritti delle donne. Nel Paese la polizia religiosa vigila anche sull'abbigliamento delle donne, in base alla rigida interpretazione della legge islamica in vigore: devono indossare l'abaya, mantello nero che le copre interamente, e un velo che copra anche il volto.

La polemica sui social per l'arresto ha anche riportato a galla, in nome del doppio standard riservato alle cittadine saudite e alle straniere, le fotografie della visita del presidente americano Donald Trump nel regno, quando la first lady Melania e la figlia Ivanka non indossarono il velo in pubblico. Prima di loro lo fecero, tra le altre, anche la premier britannica Theresa May, la ex segretaria di Stato Hillary Clinton e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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Le donne in Arabia Saudita sono sottoposte a una lunga e pesante serie di divieti, che tolgono la libertà di scelta e limitano la vita sociale: ogni decisione va presa da un 'tutore' maschio, le donne non possono guidare (divennero famose le proteste di cittadine che si filmarono alla guida e finirono in manette) né recarsi all'estero senza un familiare o 'tutore', non possono trascorrere molto tempo con uomini a meno che essi siano familiari, la pratica dello sport è rigidamente limitata. Non per niente, il mondo attento ai diritti umani è insorto al recente annuncio che Riyad avrà una rappresentanza per 4 anni alla Commissione Onu sullo status delle donne (Uncsw), l'organismo delle Nazioni unite più impegnato per l'uguaglianza di genere.

Il colonnello Fauaz al-Maiman, portavoce dell'esercito saudita, ha detto alla tv locale Al-Ijbariya che la ragazza (identificata sui social come una modella chiamata Khulood) ha ammesso di aver visitato la zona storica di Ashkir, circa di 200 chilometri a nord di Riyad dove si trova una delle zone che ospitano le tribù e famiglie più conservatrici, accompagnata dal suo 'tutore' maschio. Nel video, che è stato diffuso su internet, si vede la donna vestita con la gonna e la maglia che lascia le braccia scoperte, mentre passeggia da sola in una zona archeologica e nel deserto. Il militare ha detto che durante la sua confessione la giovane ha affermato che il "il video è stato pubblicato senza che lei ne fosse a conoscenza", negando quindi che si sia trattato di una protesta deliberata. Una nota del Centro saudita per le comunicazioni internazionali ha poi annunciato che la ragazza è stata per questo rilasciata senza che le fossero rivolte accuse.

La Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio saudita aveva chiesto che la donna fosse processata perché "non ha tenuto conto dei principi della religione islamica e dei costumi" nel regno ultraconservatore. Di recente il 31enne re Salman ha ordinato alle agenzia governative di consentire alle donne di accedere ai servizi governativi senza consenso del 'tutore'. Manca però ancora un documento che indichi come questa indicazione debba essere applicata, e per capire quindi se la decisione si concretizzerà davvero in svolta per le saudite.

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