Venerdì 20 Maggio 2016 - 12:45

Appalti truccati nel nord Italia: arrestato sindaco di Argentera

Accusato di aver truccato numerose gare d'appalto per lavori pubblici nel nordovest

Appalti truccati nel nord Italia: arrestato sindaco di Argentera

 Il sindaco di Argentera, comune in provincia di Cuneo con meno di 80 abitanti, è stato arrestato dalla guardia di finanza insieme all'amministratore della Massano Srl di Montanera. Entrambi sono finiti ai domiciliari con l'accusa di aver truccato numerose gare d'appalto per lavori pubblici nel nordovest, a cui hanno partecipato la stessa Massano e altre imprese con sede in provincia di Cuneo, Pavia e Brescia. In particolare, spiegano le fiamme gialle, per Giavelli "si tratta di due gare d'appalto indette dal Comune di Argentera: la prima a seguito del finanziamento, per circa un milione di euro, ottenuto dal Comune nell'ambito del programma denominato '6000 Campanili' e la seconda per la ristrutturazione della sede comunale. Alla prima gara d'appalto ha partecipato anche la Massano srl". Dalle indagini è emerso che, per fare in modo che le gare si concludessero con l'aggiudicazione dei lavori da parte della società Alpi Costruzioni di Vinadio, di cui sono soci e amministratori la moglie e il suocero di Giavelli, il sindaco faceva invitare solamente determinate imprese con le quali veniva concordata la percentuale di ribasso da indicare nell'offerta. Presso la Massano Srl è stato sequestrato un documento, in parte manoscritto, che indicava proprio le modalità di partecipazione alla gara e la percentuale da indicare.
 

 In merito al coinvolgimento della Massano Srl, spiega la guardia di finanza "gli accertamenti hanno avuto origine da un tentativo di occultamento di molteplici documenti, sventato dalle fiamme gialle durante un controllo contabile, relativi alla partecipazione della società ad appalti per lavori pubblici". Poiché il tentativo non aveva avuto successo, l'amministratore della società, pochi giorni dopo l'inizio del controllo, violando i sigilli apposti alla documentazione cautelata e oggetto di esame da parte della guardia di finanza, aveva nuovamente tentato di impadronirsi delle carte. Dai successivi controlli è emerso che la Massano non aveva presentato la dichiarazione dei redditi per oltre 2 milioni di euro e non aveva versato 200mila euro di Iva dovuta.

Oltre alle violazioni fiscali, dai documenti sequestrati e dalle successive attività di indagine effettuate acquisendo ulteriore documentazione presso le stazioni appaltanti, sottoponendo a perquisizione le sedi delle imprese coinvolte ed intercettando le conversazioni telefoniche delle persone indagate, è emerso che l'amministratore della Massano, in concorso con altri imprenditori aveva agito turbando quattro gare d'appalto indette nel 2014 dai Comuni di Moncalieri, Entracque, Vigevano e Milano. Sono scattate, così, anche lui le manette poiché recidivo per analoghi reati.
 

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