Mercoledì 27 Luglio 2016 - 11:00

Ansbach, psicologo segnalò possibile suicidio spettacolare killer

Avrebbe parlato diverse volte delle sue intenzioni suicide

Ansbach, un terapeuta segnalò possibile suicidio spettacolare del killer

Un terapeuta che aveva curato nel 2015 Mohammed Daleel, il richiedente asilo siriano che domenica si è fatto esplodere ad Ansbach vicino a un festival all'aperto, aveva scritto in un documento che l'uomo sarebbe stato capace di compiere un "suicidio spettacolare" se fosse stato espulso dalla Germania verso la Bulgaria. Secondo le informazioni pubblicate oggi dalla Bild, l'uomo aveva parlato diverse volte delle sue intenzioni suicide con gli psicologi dai quali era stato in cura. "Dopo la morte della moglie e del figlio di sei mesi non ha niente da perdere", scriveva il terapeuta nell'informativa, che era inclusa nel fascicolo in mano alle autorità responsabili di processare la richiesta di asilo. I documenti medici in cui, secondo la Bild, erano state sottolineate le intenzioni suicide del giovane, risalgono all'inizio del 2015, quando fu in cura in una clinica di Ansbach dopo abere subito diversi interventi al braccio sinistro.

 Nel documento veniva citato un tentativo precedente di suicidio e si riferiva di un altro tentativo bloccato, quando il giovane era stato fermato mentre si dirigeva negli uffici per l'immigrazione con una bottiglia di benzina. Il documento concludeva che il rischio di suicidio sarebbe stato molto elevato se si fosse ordinata l'espulsione del cittadino siriano dal Paese, dal momento che lui stesso aveva parlato con lo psicologo delle sue intenzioni suicide.

 

La richiesta di asilo di Mohammed Daleel in Germania era stata respinta a dicembre 2014 perché era stato accertato che aveva precedenemente ricevuto protezione in Bulgaria, ma il suo ritorno in questo Paese era stato sospeso a febbraio 2015 per via di diverse informative mediche che evidenziavano i problemi di salute del giovane, in primo luogo fisici e in secondo luogo anche psicologici. Lo scorso 13 luglio, poi, era stato informato che questo ordine di espulsione era stato riattivato e che aveva 30 giorni per abbandonare il Paese. L'uomo aveva registrato un video in cui giurava fedeltà allo Stato islamico.

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  • redazione web
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