Martedì 03 Maggio 2016 - 18:45

L'Anpi contro Emanuele Filiberto. E lui canta 'Bella Ciao'

"Non esistono 179 associazioni partigiane. La nostra sopravvivenza non è a carico del contribuente"

La manifestazione per le celebrazione del 25 aprile a Milano

Solleva ancora polemiche il tweet di Emanuele Filiberto di Savoia su i "partigiani parassiti". A rispondere alle accuse è, oggi, il presidente nazionale dell'Anpi Carlo Smuraglia, che spiega: "Non esistono 179 associazioni partigiane e le poche esistenti, se dovessero vivere con i modesti contributi dello Stato si sarebbero estinte da tempo".

FALSITA' DI FONDO. Smuraglia va subito al nocciolo della polemica: "Io non so come sia venuta fuori questa frase singolare di Emanuele Filiberto di Savoia ("I parassiti partigiani, con le loro 179 associazioni, costano al contribuente tre milioni di euro"), che ha percorso tutta la rete suscitando molta indignazione. So peraltro che l'autore non l'ha né smentita né rinnegata. E' un fatto vergognoso, non nuovo perché delle panzane simili sono state dette più volte da fascisti e reazionari". Il presidente dell'Anpi Smuraglia continua: "Ma oltre all'offesa gratuita ai partigiani ("parassiti") c'è un falso colossale. Non esistono 179 associazioni partigiane e le poche esistenti, se dovessero vivere con i modesti contributi dello Stato si sarebbero estinte da tempo. Sopravvivono, dunque, non a carico del contribuente, ma in virtù del volontariato e del tesseramento".

CONTRADDIZIONI ITALIANE. Il presidente dell'associazione nazionale, nel commento intitolato 'Un Savoia senza vergogna', sottolinea: "Ma la vergogna è doppia, perché tutti si riempiono la bocca della necessità della memoria e poi, alla prima occasione, c'è chi cerca di demonizzare le associazioni che la conservano. Una delle tante contraddizioni di questo Paese, in cui perfino un Savoia si permette di pontificare ed offendere i partigiani e le loro associazioni".

EMANUELE FILIBERTO CANTA BELLA CIAO. Travolto dalle polemiche, Emanuele Filiberto, ospite del programma radio 'Un giorno da pecora', si scusa con i partigiani: "Non c'entro niente, qualcuno è entrato nel mio Ip. Ho sporto denuncia a Montecarlo. Ho sempre rispettato i partigiani". E poi, invitato dai conduttori, canta un pezzo di 'Bella ciao'

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