Giovedì 21 Aprile 2016 - 19:45

Ambasciatore di Londra: Elisabetta? Politica con più esperienza

Chi altri può vantare 60 anni di dialogo con i grandi della Terra, da Churcill a Obama?

Regina Elisabetta festeggia i suoi 90 anni

 "La politica con più esperienza" della Gran Bretagna, e forse del mondo: chi altri può vantare 60 anni di dialogo con i grandi della Terra, da Churcill a Obama? Elisabetta II, regina ormai ultranovantenne, viene descritta così dall'ambasciatore della Gran Bretagna in Italia, Christopher Prentice. Il quale non nasconde che la sovrana è anche un importante simbolo, e a tratti anche un "prodotto d'esportazione" di grande successo, anche nel nostro Paese.

Ambasciatore, ciò che talvolta ci chiediamo, qui in Italia, è perché la monarchia continua ad essere così importante per il Regno Unito?

Non è una domanda che i cittadini britannici si pongono. E' una parte naturale del nostro essere britannici, sudditi di Sua Maestà. Anzi, se posso ripetere ciò che ho già scritto su Twitter, voglio inviare un messaggio di congratulazioni da parte della nostra ambasciata. Ma torniamo alla sua domanda: la monarchia è radicata nella storia. Sua Maestà è l'ultima di una serie di sovrani che inizia parecchi secoli fa. L'obiettivo della monarchia è naturalmente evoluto nel corso di questo periodo. Adesso, tale istituzione è divenuta una monarchia di tipo costituzionale.

E questo cosa vuol dire per il sistema politico britannico?
 

Per oltre 60 anni, la regina -che ora entra nel suo novantunesimo anno di vita- ha esercitato un ruolo di tipo costituzionale. E lo ha fatto in maniera che va assolutamente al di là di ogni possibilità di critica, con un evidente senso del dovere: ha ricordato ripetutamente gli impegni che ha preso al momento della sua incoronazione, nel 1952: servire la nazione, seguire una serie di attività pubbliche nonostante la sua età avanzata, servire la popolazione britannica.

La regina è anche un simbolo.

E' il simbolo di tutto ciò che i cittadini britannici possono volere da un capo di Stato. E' anche vero che il ruolo della monarchia è continuare ad essere simbolo del Regno unito. Lo stesso suo calendario annuale, le sue residenze, la sua routine: tutto è costruito per dare attenzione a tutte le parti del Regno, non solo in Inghilterra ma anche in Scozia o in Galles, ad esempio. E' molto importante, inoltre, che Elisabetta possa rappresentare il Commonwealth, attivo da oltre 60 anni. E nel 2016, quando celebriamo anche i 400 anni dalla morte di Shakespeare, possiamo essere orgogliosi di avere "la" regina: basta dire questo per capire che si parla di lei. Spero che Sua Maestà mi perdonerà per dir questo: lei è il nostro miglior "prodotto d'esportazione", e rappresenta nel mondo davvero il meglio che noi abbiamo, attirando l'ammirazione del resto del pianeta.

Quali sono i compiti della regina nella politica britannica?
 

La regina incontra ogni settimana il primo ministro, da quando è salita al trono, nel '52, a partire quindi da Winston Churcill: è la nostra politica con più esperienza. Lo fa con assoluta discrezione, e questo è un'enorme fonte di stabilità per noi. Come ha detto il principe William, in occasione di questo anniversario, per lui, sua nonna è un modello.

Sono sicuro che lei potrebbe, quasi da storico, raccontarci quante volte la regina ha visitato l'Italia.

La regina ha fatto innumerevoli visite internazionali. Eppure, dubito che abbia visitato altri Paesi così spesso come l'Italia: è venuta per la sua prima visita di Stato in 1961, per il centenario della fondazione dello Stato italiano, quindi di nuovo nel 1980, e poi ancora nel 2000. Spesso combina la visita italiana con quella al Vaticano. Venne qui anche prima di diventare regina, quando era ancora principessa, nel 1951. Allora non aveva idea che sarebbe divenuta regina: suo padre morì relativamente giovane.

E per quanto riguarda le visite private?
 

La sua visita più recente è stata proprio privata, nel 2014, quando accettò eccezionalmente un invito privato dall'ex presidente Giorgio Napolitano, per un pranzo al Quirinale. Purtroppo non aveva potuto accettare l'invito l'anno prima, nel 2013, che peraltro doveva essere l'anno finale della presidenza Napolitano, il quale aveva visitato più volte il Regno unito. Posso testimoniare che si tratta di una forte relazione personale, e non si limita a qualcosa di istituzionale. Forse entrambi si riconoscono un forte senso del dovere.

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