Lunedì, Aprile 25, 2016 - 23:30

Altro che FBI contro Apple. WhatsApp cela i segreti di un miliardo di persone

La Silicon Valley si fa sempre più paladina della privacy. Dopo che per settimane lo scontro fra Apple e Fbi per lo sblocco dell’iPhone del killer di San Bernardino ha infiammato gli Stati Uniti, questa volta a mettersi sul ring contro il Governo è WhatsApp. I due fondatori della app di messaggistica, Jan Koum e Brian Acton, hanno annunciato oggi un nuovo sistema di crittografia end-to-end che verrà applicato ad ogni chat. L’idea è semplice: a leggere ogni messaggi saranno solo e soltanto chi lo invia e chi lo riceve. Punto. Nessun altro. “Nè cybercriminali. Nè hacker. Nè regimi oppressivi. Nemmeno noi”, spiegano i due creatori in un post sul blog di WhatsApp. E in quel “nemmeno noi” c’è il riassunto della vicenda. Perché il fatto che neanche i creatori, e ovviamente i dipendenti, di WhatsApp possano avere accesso ai messaggi segna un ostruzionismo netto ai Governi. Nessuno potrà chiedere a WhatsApp di sbloccare e leggere determinate chat, perché neanche i creatori dell’app vi avranno accesso. E’ privacy a 360 gradi.

D’altra parte Koum e Acton si erano già nettamente schierati nella lotta privacy vs. Governo proprio durante lo scontro fra la Apple e Fbi. Quando il 16 febbraio scorso il CEO di Apple, Tim Cook, si era opposto all'ordinanza del tribunale che gli ordinava di sbloccare il telefono appartenuto ad uno dei due killer della strage di San Bernardino, Acton aveva dichiarato: "Tim Cook è il mio eroe". Koum ha poi ragioni personali, come le ha definite lui stesso, per difendere la privacy e la libertà di espressione ad ogni costo: "Sono cresciuto in URSS durante il regime comunista – ha spiegato sul blog - e il fatto che la gente non potesse parlare liberamente è uno dei motivi che ha spinto la mia famiglia a trasferirsi negli Stati Uniti". E quando gli si chiede cosa ne pensa del fatto che WhatsApp possa essere stato usato per pianificare gli attentati di Parigi, Koum è irremovibile: “Credo che i politici utilizzino questi fatti terribili per promuovere i loro ordini del giorno. Se la Casa Bianca pensa che Twitter possa risolvere il problema Isis, allora è la Casa Bianca ad avere un sacco di problemi”.

La netta presa di posizione di WhatsApp trascina nella mischia un ancora più autorevole giocatore: Facebook. Già, perché Koum e Acton sono i fondatori della app, ma nel febbraio del 2014, quando gli utenti erano 450 milioni, hanno deciso di venderla alla società di Mark Zuckerberg per 19 miliardi di dollari. Da allora ad oggi, WhatsApp ha raggiunto un miliardo di persone.

E adesso il Governo americano, come tutti gli altri nel mondo, avrà un problema ben più grosso da risolvere rispetto allo sbloccare un unico iPhone: i segreti di un miliardo di persone. Ma il dubbio rimane: fino a che punto è giusto salvaguardare la nostra privacy? Vale la pena togliere dalle mani delle forze dell’ordine uno strumento ormai necessario come le intercettazioni nel condurre le indagini? Il gioco vale la candela?

La risposta della Silicon Valley ormai pare piuttosto chiara.

Pubblicato da 
Martedì, Settembre 6, 2016 - 22:15

Gomorra: innamorarsi della fiction e disinnamorarsi della realtà

Sono passati diversi giorni dalla messa in onda delle ultime due puntate della seconda stagione di 'Gomorra'. Ormai il rischio spoiler, se così si poteva chiamare, non esiste più. E' difficile trovare qualche appassionato della serie che abbia aspettato così tanto per vedere il finale. E da giorni non si parla d'altro. Al di là della morte di Don Pietro Savastano, che in molti si aspettavano e che creerà un buco non da poco per la prossima stagione, orfana dell'interpretazione magistrale di Fortunato Cerlino, ciò che ha più colpito il pubblico è stato l'omicidio della piccola Maria Rita.

Pubblicato da 
Martedì, Febbraio 23, 2016 - 14:45

Mamme, tornate in voi

Non sono una accanita sostenitrice della privacy a tutti i costi. Non controllo in continuazione, forse sbagliando, le mie impostazioni di sicurezza e di privacy. Non sono una fobica 2.0. Credo che in qualche modo abbiamo ceduto una parte della nostra privacy alle nuove tecnologie, ma che se vogliamo godere dei benefici qualche rinuncia sia accettabile. Io, però, parlo per me: sono una persona adulta che sceglie per se stessa, consapevole dei rischi che corre. Tutt'altro discorso vale per i bambini.

Pubblicato da 
Martedì, Febbraio 9, 2016 - 18:30

Cadere e prenderla sportivamente. La strana coppia Morgan-Decathlon

Cadere a Sanremo è un'arte. Lo sanno decine di vallette, attrici, soubrette e chi più ne ha più ne metta che sono miseramente crollate sulla scalinata più temuta d'Italia. Ma se a cadere non è una donna su tacchi vertiginosi ma un uomo, e soprattutto se sul palco dell'Ariston non ci è ancora arrivato, l'effetto è ancora più comico. E' quello che è successo a Morgan, frontman dei Bluvertigo, che il capitombolo l'ha fatto prima ancora di entrare in teatro.

Pubblicato da 
Mercoledì, Gennaio 13, 2016 - 16:30

It's the freakiest show

Muore un personaggio celebre, parte la corsa a chi per primo posta un video su Facebook, twitta la sua commozione, mette su Instagram una foto del suo artista preferito. La scomparsa di David Bowie non si è sottratta al tradizionale schema. Fiumi di parole e note hanno invaso le bacheche dei social network. Niente di nuovo, niente di stupefacente. Ormai non ci si fa più caso, tranne per quei pochi 'snob' dei social che si indignano e protestano per le bacheche invase. Ma nel caso di Bowie, qualcosa di sorprendente c'è stato. A cinguettare non sono stati solo i 'normali' fan.

Pubblicato da