Giovedì, Marzo 10, 2016 - 13:15

Allegri, Sacchi e quella petalosa antipatia reciproca

Un pizzicotto (quello di Arrigo Sacchi), un buffetto (quello di Massimiliano Allegri). Tutto in poche ore, perché la notte porta consiglio, si dice, ma sedimenta anche i rancori. Dunque, l'ex ct è stato caustico nell'affrontare l'argomento degli allenatori italiani sulla cresta dell'onda: li ha divisi in tre categorie e ha posto il tecnico della Juventus a mezzo tra i geni e gli orecchianti, cioè gli imitatori un po' pataccati. La nota dolente non sono tanto i risultati quanto piuttosto il modo di raggiungerli: "Pensa solo a vincere", l'Allegri, dimenticandosi di "convincere e di divertire". Premesso che, alla lunga, nessuno può essere felice di divertire e perdere, va anche detto che la Juventus in questi ultimi quattro anni e mezzo non è che abbia offerto del calcio di basso livello, nonostante - come sempre e come per tutto - si possa fare meglio.

Sacchi e Allegri non si amano, probabilmente non andrebbero mai in vacanza insieme alle Maldive, probabilmente neppure al cinema - una sorta di antipatia congenita che si manifesta quasi in tutte le occasioni di contatto, ancorché visivo - però la discussione va allargata al di là di questo bisticcio. Si tratta dell'eterna discussione tra chi vive e vede il calcio con un codice genetico italiano e chi vorrebbe trasferire nelle nostre squadre l'anima del calcio globale, stile olandese o catalano, brasiliano o tedesco. Il punto è che forse noi dobbiamo essere noi e basta, magari con una spruzzativa di modernità. Ma non può avere un senso stravolgere le nostre caratteristiche, sarebbe un po' come pretendere che i brasiliani giocassero sempre in difesa, abbandonando la cultura del futebol bailado. Insomma, gli italiani non devono rinunciare alla propria italianità, semmai adeguarla ai tempi moderni.

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Domenica, Novembre 13, 2016 - 22:45

Il caso Icardi spacca un'Inter (già) spaccata

Non tira una bella aria, all'Inter, ed è onestamente facile capire perché. Perché quando i risultati non arrivano il cattivo umore è qualcosa di assolutamente umano e comprensibile; perché la rivoluzione cinese non sta portando frutti, perché la bomba Icardi è deflagrata nel peggior periodo possibile. Dei tre perché - ma ce ne sarebbero anche altri, tipo: perché avvicendare Mancini con De Boer? - il più delicato sembra essere quello che coinvolge il centravanti argentino, ormai ex capitano, alle prese con una biografia precoce e con la contestazione dei tifosi.

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Venerdì, Ottobre 14, 2016 - 09:45

Napoli-Roma, la prima svolta per lo scudetto

Senza voler dare a una partita di calcio il valore di un giudizio universale, Napoli-Roma che va in scena domani può rappresentare la prima svolta del campionato. Perché, nell'ordine: 1) si sfidano le due rivali più accreditate della Juventus nella lotta per il titolo 2) la Juventus stessa affronta in casa l'Udinese e, in linea teorica, può allungare in classifica 3) dopo la pausa, la squadra di Sarri deve dimostrare se può reggere il confronto senza il polacco Milik, perso per almeno sei mesi.

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Martedì, Settembre 6, 2016 - 10:45

Messi, addio all'Argentina: un triste sollievo

Messi che dà l'addio alla nazionale Argentina è di per se stessa una notizia. Messi che dà l'addio dopo aver perso l'ennesima finale, stavolta di Coppa America, sempre contro il Cile, è una notizia che assume una valenza diversa, forse persino superiore. La Pulce è il giocatore più forte del pianeta, con il Barcellona ha vinto e rivinto tutto quanto era possibile vincere, ma con l'Argentina ha sempre steccato.

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Sabato, Aprile 23, 2016 - 15:45

Palermo: la soluzione potrebbe essere esonerare Zamparini

A questo punto, di fronte all'ennesimo esonero confezionato da Maurizio Zamparini in un lunedì colmo di fiele, solo un folle potrebbe accettare di sedersi sulla panchina del Palermo. Perché il presidente-padrone, ormai è assodato, avvidenda gli allenatori con la stessa frequenza con cui cambia i pedalini. Walter Novellino è durato il tempo di un battito di ciglia, a questo giro di giostra ritocca nuovamente a Davide Ballardini che, magari, non riuscirà ad arrivare a maggio...

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Giovedì, Marzo 31, 2016 - 17:30

Viva Trapattoni e le sue telecronache esuberanti

Possono un "porca put" e un "orco zio" valere un esonero, questa volta dalla Rai, per Giovanni Trapattoni? Pare di sì, anche se non ci sono - per adesso - prese di posizioni ufficiali da parte dell'emittente di Stato. Ma non è detto che di qui alla prossima partita della Nazionale non possa scattare la ghigliottina per l'ex ct azzurro, colpevole per l'appunto di una certa esuberanza dialettica non consona a un commentatore.

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