Lunedì 06 Marzo 2017 - 10:15

Oms: quasi 2 milioni di bimbi morti per cause ambientali

Infezioni respiratorie e parassiti le cause principali

Allarme Oms: quasi 2 milioni di bimbi morti per cause ambientali

Più di 1,7 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono ogni anno per malattie causate dall'inquinamento dell'aria, mancanza di acqua, esposizione a sostanze chimiche e carenza di servizi igienico-sanitari. La denuncia arriva dall'Organizzazione mondiale della Sanità. L'agenzia delle Nazioni Unite ha presentato oggi due studi, "Ereditare un mondo sostenibile" e "Non inquinare il mio futuro", che affrontano il rapporto tra la salute dei più piccoli e l'ambiente intorno a loro, per trasmettere il messaggio che la riduzione dei fattori di rischio ambientali potrebbe evitare queste morti. "Un ambiente inquinato è un ambiente fatale per i bambini", ha detto il direttore generale dell'Oms Margaret Chan. Che ha poi ricordato che i bambini sotto i cinque anni sono particolarmente vulnerabili alle minacce provenienti dall'ambiente che li circonda, perché i loro organi e il sistema immunitario si stanno sviluppando.

LE CAUSE DI MORTE Infezioni respiratorie (32%), vari tipi di diarrea (22%), disturbi neonatali (15%) e parassiti (12%) sono le principali cause di morti causate da fattori ambientali. Secondo il rapporto, almeno 570mila bambini muoiono ogni anno di malattie respiratorie, per lo più di polmonite, causata e aggravata da inquinamento atmosferico. "L'uso di combustibili come il carbone o lo sterco nei avori domestici è ancora una pratica comune per metà della popolazione mondiale", ha ricordato in una conferenza stampa il direttore del Dipartimento di sanità pubblica dell'Oms Maria Neira. Inoltre, l'inquinamento atmosferico e l'esposizione al fumo passivo aumentano il rischio di malattie cardiache, ictus, cancro o malattie respiratorie croniche come l'asma.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO Lo studio dell'Oms dimostra che il 44% dei casi di asma nei bambini sopra i cinque anni è un risultato diretto dell'inquinamento atmosferico. Nonostante il calo del numero totale di morti di bambini per malattie diarroiche negli ultimi anni, le malattie dell'apparato digerente costano la vita a 360mila bambini ogni anno, a causa di un accesso limitato all'acqua potabile e di servizi igienici inadeguati. D'altra parte, riporta ancora l'Oms, 270mila bambini sotto i cinque non superano il primo mese di vita per patologie neonatali che potrebbero essere evitate con il miglioramento dei servizi sanitari.

L'Oms ha ricordato che l'esposizione agli agenti ambientali può iniziare nel grembo materno e ha effetti per tutta la vita. In questo senso, sono particolarmente dannose per il cervello in crescita dei bambini metalli pesanti come il mercurio o piombo, ha spiegato la scienziata Annette Prüss-Ustun. I rapporti dell'Oms spiegano poi che le morti di 200mila bambini vittime della malaria potrebbero essere evitate riducendo i siti di riproduzione delle zanzare che trasmettono il virus, con la distribuzione di zanzariere da letto e coprendo i contenitori di acqua delle famiglie.

PAESI IN VIA DI SVILUPPO L'Oms ha sottolineato che ogni anno 200mila bambini sotto i cinque anni vengono uccisi a causa di cadute, incidenti stradali, avvelenamento da varie sostanze, incendi o annegamento. La maggior parte delle morti causate da fattori ambientali si verificano nei Paesi in via di sviluppo, dove, ad esempio, l'inquinamento ambientale provoca più di infezioni respiratorie e mezzo bassi in modo più piccoli. Negli Stati con redditi più elevati, dove l'inquinamento tende ad essere inferiore, solo il 13% delle infezioni respiratorie sono direttamente correlate all'inquinamento ambientale.

RIFIUTI TOSSICI Un altro fattore di rischio è, secondo l'Oms, la vicinanza di rifiuti tossici. Un problema particolarmente grave in Africa sub-sahariana, che espone i bambini a tossine che possono diminuire le funzioni cerebrali, causando disturbo da deficit di attenzione, danni ai polmoni o il cancro. Si tratta di una tendenza preoccupante per l'Oms, che prevede la crescita della produzione di rifiuti elettrici ed elettronici, fino a raggiungere la cifra di 50 tonnellate nel 2018, con un incremento del 19% rispetto al 2014.

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