Martedì 02 Maggio 2017 - 11:15

Alitalia, oggi il cda e l'assemblea dei soci per votare il via al commissariamento

Dal governo prestito ponte di 300-400 milioni di euro che Bruxelles non considererà come un aiuto di Stato

Alitalia, oggi cda e assemblea soci per via al commissariamento

A Fiumicino, presso la palazzina di vetro di Alitalia, si attende la decisione dell'assemblea dei soci che dovrebbe formalizzare la richiesta di amministrazione controllata per l'ex compagnia di bandiera. Sui lavori dell'assemblea c'è riserbo da parte dell'azienda, che ha organizzato una conference call per far parlare i soci collegati da remoto. Partecipano le principali banche azioniste (Banca Intesa e Unicredit) e l'alleato emiratino Etihad, che detiene il 49%. Dopo l'assemblea, il consiglio di amministrazione dovrebbe formalizzare la richiesta di commissariamento, da trasmettere al ministero dello Sviluppo economico (Mise) e al tribunale territoriale competente, cioè quello di Civitavecchia.

Il governo ha assicurato che "si procederà con la massima tempestività all'apertura della procedura e alla nomina dell'organo commissariale straordinario". L'organo, composto probabilmente da tre manager, avrà "il compito di provvedere alla gestione dell'impresa e di predisporre e attuare il programma che consenta una gestione conservativa dell'insolvenza", ha detto la settimana scorsa il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Per la figura commissariale restano in pole i nomi di Luigi Gubitosi e Enrico Laghi, mentre salgono le quotazioni dell'ex-Fs e Finmeccanica Mauro Moretti, particolarmente gradito a Matteo Renzi che, riconquistato il Pd, ha promesso di presentare entro il 15 maggio il suo piano per Alitalia.

"Prendendosi un po' di tempo le condizioni per una soluzione ci sono", aveva detto l'ex premier a 'Porta a porta', offrendo come modello Meridiana. "Sembrava impossibile, non è stato facile, ma ora Qatar ha risolto la questione e la compagnia ha una prospettiva", aveva spiegato Renzi. "Noi abbiamo bisogno di ogni contributo di idea - questa la reazione del ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda - benvenuta la proposta di Renzi".

Il governo italiano ha concordato con Bruxelles di non considerare aiuto di Stato il prestito ponte da 300-400 milioni di euro (ma la cifra potrebbe salire ancora) necessario a garantire la sopravvivenza dell'ex compagnia di bandiera nei sei mesi di commissariamento. "Non si può fare fallire Alitalia dal mattino alla sera - ha spiegato Calenda - da domani non ci sarebbero più collegamenti per moltissime delle destinazioni italiane e per un periodo i collegamenti sarebbero staccati. Non ci sarebbero subito altre aziende pronte a prenderli. E ci sarebbe uno shock per il Prodotto interno lordo (Pil)".

Cosa sarà del futuro, però, è tutto ancora da vedere. "Spero che chi arrivi compri non lo spezzatino ma l'insieme dell'azienda. Ma lo farà chiedendo delle condizioni", ha sottolineato il titolare del Mise. I sindacati continuano a sperare nella rinascita di Alitalia. "Non sprechiamo l'occasione per creare un vero piano industriale che abbia una effettiva credibilità di rilancio e che non sia l'inseguimento delle low cost", ha detto ieri la numero uno della Cgil Susanna Camusso, secondo cui bisogna "proporsi come vettore per le rotte a medio e lungo raggio". "Aspettiamo la decisione degli azionisti e del governo, ma  bisogna evitare a tutti i costi la liquidazione e la svendita a pezzi di Alitalia", le ha fatto eco Annamaria Furlan della Cisl. Per Carmelo Barbagallo della Uil, "le imprese falliscono e a noi, lavoratori e sindacati, chiedono il conto per tentare di risollevarle: noi siamo pronti a discutere seriamente, ma la smettano di prenderci in giro".

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