Martedì 27 Settembre 2011 - 11:28

Alemanno: Fermate corteo operai Fiat

alemanno

Roma, 27 set. (LaPresse) - Polemiche stamane a Roma sul corteo degli operai di Termini Imerese. Circa 500 operai hanno sfilato da piazza Santi Apostoli a Montecitorio, in un corteo organizzato per attirare l'attenzione sul tavolo tra Governo, Regione Sicilia, sindacati e l'advisor Invitalia previsto oggi al ministero dello Sviluppo economico sullo stabilimento. In piazza anche il leader della Fiom, Maurizio Landini, che ha incontrato alcuni esponenti dei gruppi parlamentari. Il corteo ha mandato su tutte le furie il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che da tempo tenta di regolamentare le manifestazioni nella capitale. Alemanno ha fatto sapere di aver telefonato a questore e prefetto "chiedendo una reazione immediata per bloccare la manifestazione che ha già mandato in tilt il traffico nel centro di Roma". A quanto si apprende, però, il questore non ha dato alcuna indicazione per bloccare i manifestanti. In effetti il corteo, che pure ha bloccato alcune strade del centro, è stato abbastanza rapido e sul posto non sono intervenuti molti agenti delle forze dell'ordine.

Il futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese si discuterà al ministero a partire dalle 15. Il Lingotto ha annunciato la cessazione della propria attività a fine anno, e sono cinque le aziende selezionate che opereranno al posto della fabbrica e nell'indotto: Dr Motor, Lima Group, Biogen, Medstudios e Newcoop. Solo la prima, tuttavia, si occuperà della produzione di autovetture, mentre le attività delle altre spaziano dal cinema alle biomasse. I cinque soggetti investiranno 361 milioni e otterranno agevolazioni pubbliche per 67 milioni, cui si aggiungeranno le agevolazioni regionali sull'occupazione e la formazione. A preoccupare le tute blu di Termini Imerese è il mancato assorbimento di tutti i 2.200 lavoratori attuali. Il nuovo piano di rilancio prevede, infatti, l'impiego di 1.650 unità. Gli operai chiedono garanzie occupazionali, maggiori rassicurazioni sull'avvio delle nuove attività, nonchè sulla copertura degli ammortizzatori sociali che dovranno accompagnare la transizione.

"La soluzione per Termini Imerese - ha spiegato Landini - non è in grado di dare lavoro a tutti e per questo motivo oggi chiederemo certezze e chiarezza al Governo. La Fiat non se ne deve andare fino a che non c'è una soluzione per tutte le 2.200 persone che oggi lavorano a Termini".

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  • redazione web
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