Martedì 29 Dicembre 2015 - 14:15

Addio a Lemmy dei Motörhead, il volto feroce e fiero del metal

Il frontman della band se n'è andato all'età di 70 anni ma nel mondo della musica il suo ricordo resterà vivo ancora per molto

Lemmy Kilmister

Sembrava immortale, destinato a vivere per sempre alimentato a whisky e rock'n'roll. Invece Lemmy Kilmister, leader e faro dei Motörhead e incarnazione più fiera e selvaggia del migliore heavy metal da oltre quarant'anni, se n'è andato in un pugno di giorni, poco dopo aver raggiunto i 70 anni. "Se pensate di essere troppo vecchi per il rock and roll, allora lo siete" aveva scritto nel 2002 nella sua autobiografia, 'La sottile linea bianca', un libro che riassume umoristicamente la folle leggenda vivente che ha saputo essere Lemmy, pietra miliare del rock accelerato e di una vita a base di sesso, droga, alcol e puro divertimento, sempre fuori da tutti i canoni. "So che non verrò mai accettato e omologato, nemmeno nel rock'n'roll. Sono sempre stato un outsider, sin dal primo momento. Ma a me va bene così, qualcuno deve pur farlo".

Nato il 24 dicembre nell'inglese Stoke-On-Trent nelle Midlands occidentali, al secolo Ian Fraser Kilmister, Lemmy è cresciuto con la madre dopo che il padre li ha abbandonati a pochi giorni dalla sua nascita. "Il mio primo ricordo è che urlavo sempre: contro chi e per quale motivo, non lo so. Probabilmente una specie di mantra; o forse stavo facendo le prove. Sono sempre stato un tipo precoce" scriveva Lemmy. Da adolescente Lemmy ha vissuto la nascita del rock con grande passione: Buddy Holly, Little Richard e i Beatles divennero i suoi idoli, prima che negli anni Sessanta cominciasse a lavorare in ambito musicale come roadie, entrando tra gli altri, nell'entourage di Jimi Hendrix nel suo tour nel Regno Unito.

Nel 1971 è entrato nella band di space rock degli Hawkind, dove è rimasto come bassista fino al 1975, licenziato dopo essere stato arrestato in Canada per possesso di anfetamine. Lo stesso anno Lemmy ha reclutato prima il chitarrista Larry Wallis e il batterista Lucas Fox, sostituendoli poi con "Fast" Eddie Clarke e Phil "Philthy Animal" Taylor (morto nel giugno 2015 all'età di 61 anni) e dando con loro vita ai suoi Motörhead.

Veloci, aggressivi e potenti, i Motörhead con Lemmy al basso e voce hanno esordito con l'album omonimo nel 1977 diventando un punto di riferimento imprescindibile dell'heavy metal. Sono seguiti 'Overkill' nel 1979 e soprattutto 'Ace of Spades' nel 1980, album che prende il titolo da quella che è forse la loro canzone di maggior successo e che ha dato loro grande popolarità. Sempre guidati dalla presenza carismatica di Lemmy, in abiti neri, cappellaccio e baffoni d'ordinanza, i Motörhead hanno negli anni sperimentato diversi cambi di formazione, arrivando a festeggiare i 40 anni di attività facendo uscire ad agosto l'album da studio numero 22 della loro discografia, 'Bad Magic'.

La fama di Lemmy ha anche beneficiato dell'aura di mito che aleggiava intorno alla sua figura: grande viveur del rock, amante del bourbon e delle droghe, collezionista di oggetti nazisti e incontrollabile donnaiolo. "Decisi di imbracciare la chitarra in parte per la musica, ma le ragazze pesarono almeno per un buon sessanta per cento sulla mia decisione di imparare a suonare". Lemmy ha sempre affrontato con sprezzo e ironia i rischi corsi. "Non è che io possa consigliare il mio stile di vita, potrebbe distruggere una persona normale", scriveva il rocker, raccontando di quando a inizio anni '80 decise di farsi fare un ricambio completo di sangue. Il medico, raccontava Lemmy, negò il trattamento: "Mi disse 'del sangue puro potrebbe ucciderla. Lei non ha più sangue umano nelle vene. E non può nemmeno donare sangue. Se lo dimentichi, il suo sangue ucciderebbe qualsiasi persona normale, da quanto è tossico'. In altre parole, ciò che per me è la norma sarebbe letale per un altro essere umano e ciò che è normale per gli altri sarebbe mortale per me. Suppongo di aver scritto una specie di pagina nella storia della medicina. Lascerò il mio corpo in eredità alla fanta-medicina".

Il suo fisico tuttavia negli ultimi tempi aveva cominciato a dare segni di cedimento. A causa di problemi di salute di Lemmy che li avevano obbligati a cancellare diversi concerti nel 2015, i Motörhead avevano rimandato al 2016 un nuovo tour che nel 2016 li avrebbe dovuti portare in giro per l'Europa. Ma due giorni dopo il suo 70esimo compleanno, il 26 dicembre, a Lemmy è stato diagnosticato un cancro fulminante che ieri lo ha fatto scendere definitivamente dal palco. Uno dei suoi motti era "Nato per perdere, vivo per vincere": così ha vissuto, e così se n'è andato, credendo nel rock fino all'ultimo e scagliandosi contro coloro che ne fanno un business. "Nessuno sembra più credere nella musica. L'industria cresce continuamente ma sta uccidendo la musica. O comunque ci provano, ma io non lo permetterò finché sarò vivo - scriveva ancora in 'La sottile linea bianca, parlando della moderna industria discografica - Sono sgraziati, stupidi, arroganti, trascurabili bastardi... proprio così, trascurabili, perché la gente un giorno si ricorderà di me, mentre i colletti inamidati verranno dimenticati".

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  • redazione web
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