Giovedì 14 Aprile 2016 - 10:45

A marzo prezzi su dello 0,2%, 22 grandi città in deflazione

L'Istat conferma il trend: i prezzi al consumo registrano una flessione dello 0,2% annuo

A marzo prezzi su solo dello 0,2%, 22 grandi città sono in deflazione

 I prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, aumentano a marzo dello 0,2% su base mensile e registrano sui dodici mesi una flessione dello 0,2%, a fronte del -0,3% annuo di febbraio. Lo riferisce l'Istat, confermando la stima preliminare sull'inflazione. L'istituto statistico parla di "un quadro di sostanziale stabilità degli andamenti su base annua" dei prodotti, "con l'eccezione dell'ulteriore flessione dei prodotti energetici e in particolare degli energetici non regolamentati (-11,2%, da -8,5% del mese precedente)". L'inflazione acquisita per il 2016 è di -0,4%, contro il -0,6% stimato a febbraio.   L'inflazione annua nell'eurozona è pari a zero a marzo, rispetto al -0,2% registrato a febbraio. Lo riferisce Eurostat. I prezzi al consumo restano ugualmente al palo anche nell'Ue a 28 Paesi, dove l'inflazione era stata pari al -0,1% a febbraio.

La flessione degli energetici, sottolinea l'Istat, "è compensata però dall'inversione della tendenza dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%, da -0,7% di febbraio) e da altri lievi segnali di ripresa registrati dai prezzi di alcune tipologie di prodotto, che hanno contribuito, però, solamente a ridurre l'ampiezza della flessione dell'indice generale". Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l''inflazione di fondo' sale a +0,6% (da +0,5% di febbraio). Al netto dei soli beni energetici si porta a +0,4% (era +0,3% il mese precedente). Rispetto a marzo 2015, i prezzi dei beni registrano un'accentuazione della flessione (-1,0%, da -0,7% di febbraio) mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi accelera (+0,7%, da +0,5% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a febbraio 2016 il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di cinque decimi di punto percentuale.

AUMENTANO GRANDI CITTA' IN DEFLAZIONE.  Sono 22 su 31 le grandi città italiane in deflazione a marzo. L'Istat conta infatti 14 capoluoghi di regione su 20 che registrano cali annui dei prezzi al consumo, contro i 13 di febbraio, e 8 città sopra i 150 mila abitanti su 11, a fronte delle 7 di febbraio, che fanno segnare a loro volta un tasso in deflazione. Tra i capoluoghi come a febbraio, Bari e Potenza registrano le flessioni annue dei prezzi più ampie e pari a -1,0% (a febbraio era -0,9% per entrambi i capoluoghi). Seguono Perugia, Cagliari e Catanzaro (-0,6% per tutte e tre), Roma (-0,5%) e Firenze (-0,4%). Le diminuzioni più contenute, pari a -0,1%, si registrano per Milano, Genova e Napoli. In cinque delle restanti città si registrano aumenti su base annua dei prezzi compresi tra +0,5% di Aosta e +0,1% di Venezia. A Bologna, infine, i prezzi sono stabili su base annua.

Per quanto riguarda i comuni con più di 150 mila abitanti che non sono capoluoghi di regione, i maggiori cali di prezzi su anno interessano Verona (-0,9%, la variazione era nulla a febbraio), Reggio Calabria (-0,7%, da -0,5% di febbraio) e Catania (-0,5%, era -0,4% il mese precedente). Tassi di crescita positivi si rilevano a Parma (+0,5%), e Livorno (+0,1%). A Reggio nell'Emilia i prezzi sono stabili su base annua.
 

Scritto da 
  • redazione web
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