Giovedì 09 Marzo 2017 - 14:30

A Firenze la prima adozione in Italia per una coppia gay

Due fratellini, che non avevano legami biologici con nessuno dei due padri

Riconosciuta a Firenze la prima adozione in Italia per una coppia gay

Non il diritto per una coppia omosessuale a una stepchild adoption, nella quale un partner adotta il figlio biologico dell'altro, ma un'adozione comunemente intesa, in cui i figli non hanno alcun legame biologico con nessuno dei genitori adottanti. In Italia è stata riconosciuta oggi, per la prima volta da un tribunale. E' accaduto a Firenze. La storia è quella di due fratellini che sono stati adottati da due uomini, cittadini italiani, nel Regno Unito, dove risiedono da anni. Il Tribunale dei minori di Firenze ha disposto la trascrizione anche in Italia dei provvedimenti emessi dalla competente Corte britannica: ai bambini viene così riconosciuto lo status di figli e la cittadinanza italiana.

Rende nota la notizia, con un comunicato, l'avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford, organizzazione che ha rappresentato, con l'avvocata Susanna Lollini, i due padri nel giudizio. I due fratellini, che non avevano legami biologici con nessuno dei due padri, diventano a pieno titolo figli di entrambi. "Si tratta di una vera e propria famiglia e di un rapporto di filiazione in piena regola che come tale va pienamente tutelato", scrivono i giudici nella sentenza.che ha raccolto integralmente le richieste dell'avvocata Lollini. In particolare, viene spiegato nella nota, i giudici hanno accolto la richiesta di "trascrivere le adozioni straniere in base all'articolo 36 comma 4 della legge 184/83, la parte della norma sulle adozioni che prevede sia valida anche in Italia un'adozione avvenuta in Paese straniero da parte di cittadini italiani che dimostrino di avervi soggiornato continuativamente e di avervi la residenza da almeno due anni, purché essa sia conforme ai principi della Convezione dell'Aja del 29 maggio 1993".

Il tribunale ha riconosciuto "l'interesse  superiore del minore" a conservare lo status di figlio, riconosciutogli da un atto valido in un altro Paese dell'Unione Europea (preceduto da una lunga, complessa e approfondita procedura di verifica), e che il mancato riconoscimento in Italia del rapporto di filiazione esistente nel Regno Unito, determinerebbe una 'incertezza giuridica' che pregiudicherebbe l'identità personale dei minori.

Grande soddisfazione "umana ancora prima che professionale" viene espressa dall'avvocata Susanna Lollini. "La giurisprudenza  ha stabilito che l'ordine pubblico internazionale non frappone ostacoli al riconoscimento della continuità dei rapporti che si costituiscono all'estero, per realizzare il preminente interesse dei bambini" ha commentato Maria Grazia Sangalli, presidente di Avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford".

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