Domenica 02 Ottobre 2016 - 13:30

In uscita 'Soli nel Midwest', primo album di Giulio Wilson

L'album è stato anticipato dal singolo 'Hey Jack', uscito una settimana fa

A fine ottobre esce 'Soli nel Midwest', primo album di Giulio Wilson

Il suo più grande fan è Mario, suo figlio di tre anni, che conosce tutte le sue canzoni. Ma ora Giulio Wilson vuole farsi conoscere al grande pubblico grazie al suo primo lavoro da solista, 'Soli nel Midwest', album che vedrà la luce entro la fine di ottobre e che è stato anticipato dal singolo 'Hey Jack', uscito una settimana fa. L'album vede anche la partecipazione del grande Bobby Solo. "Conoscevo bene Bobby Solo perché da piccolo, a casa di mia nonna, ascoltavo i suoi 45 giri.
Quando ho deciso di fare il disco, gli ho mandato una mail e una demo con la mia musica, certo che non mi avrebbe risposto". Wilson scrive canzoni country, "e anche Solo ha nel suo background un'impostazione americana nel modo di scrivere i pezzi e di cantarli: abbiamo questo filone che ci unisce, siamo amanti delle stesse sonorità". Contro ogni aspettativa, non solo Bobby gli risponde, ma lo riempie di complimenti, dicendogli di apprezzare moltissimo il suo stile. "Siamo entrati subito in sintonia, abbiamo capito che c'era qualcosa che ci accomuna - racconta il cantautore - anche se lui ha 72 anni, è molto aperto e libero mentalmente". I due artisti hanno scritto un brano assieme, 'Dove corre il tempo' e Solo ha chiesto a Giulio di aprire tutti i suoi concerti in giro per l'Italia.

 

Un'altra collaborazione importante contenuta nell'album è quella con Roberto Piumini, noto scrittore per bambini, "con cui ho scritto tre brani, due sono nell'album e un inedito nel cassetto". Il brano 'Parole tra noi', uno dei due del disco, "è il più intimista e introspettivo, parla del senso della vita ed è una sorta di piccolo testamento, un inno all'amore".
Importanti anche le partecipazioni di Marco di Maggio, chitarrista che ha suonato anche con Elvis Presley e Valter Sacripanti, batterista di Ivan Graziani. Wilson si appoggia alla casa discografica indipendente Immaginazione, quella di Enzo Iacchetti, "che è molto appassionato di musica. Finora ha prodotto solo due persone e io sono il terzo, ne sono onorato". Oggi , ammette il cantante, "trovare persone che investano nella musica non è facile, perché i cd non si vendono più e gli artisti vivono solo di concerti live. Siamo pieni di cantautori bravi che non hanno sbocchi". La vera sfida è quindi "passare sulle grandi radio, ma ci sono le major a dettare legge: è come un supermercato dove entrano solo determinati prodotti. E' davvero difficile emergere". Anche il web può aiutare a farsi conoscere, ma "i video che vanno di più sono solo quelli provocatori, vince sempre la  spettacolarizzazione della notizia". Sui talent show, 'mezzo' utilizzato da molti giovani per emergere, Wilson ha un'idea precisa: "Io non ci andrei, perché non sono un interprete bensì un cantautore: non faccio karaoke, canto quello che mi sento dentro e non posso 'fingere' cose che non sono mie - spiega - non solo: la maggior parte che esce dai talent poi viene dimenticata, e poi non è educativo dal punto di vista musicale, perché magari diventi famoso, ma non sai scrivere nemmeno due note e resti un artista costruito". Sono poi anche un'arma a doppio taglio, perché "se va male, anche solo perché la gente non ti ha compreso, sei fregato. Tanto più per uno come me, che fa un genere così specifico". Molto meglio, a questo punto, "Sanremo giovani, dove mi presento con un inedito particolare, ispirato alla celebre foto di Aylan, il bimbo siriano ritrovato morto sulle coste turche. La canzone parla dei lunghi viaggi della speranza, non dal punto di vista politico ma emozionale".

Le sette note, che occupano un peso importantissimo nella vita di Wilson, non sono però la sua unica passione: "Suono la musica country e rurale perché il mio babbo lavora con la terra e anche io mi trovo in sintonia con questo mondo: sono laureato in enologia e sono un produttore di vino biologico". Le sue vigne sono tra Firenze e Pisa, intorno a Fucecchio, zona ancora incontaminata rispetto ad altre aree della Toscana. "Qui i Medici avevano le loro tenute di caccia e facevano il vino - spiega il cantautore - io utilizzo solo varietà autoctone toscane, quindi molto antiche e rare, con cui si faceva il vino una volta".

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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